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Diario di scuola
Diario di scuola

Diario di scuola

by Daniel Pennac
pubblicato da Feltrinelli

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Descrizione

L'autore affronta il grande tema della scuola dal punto di vista degli alunni. In verità dicendo "alunni" si dice qualcosa di troppo vago: qui è in gioco il punto di vista degli "sfaticati", dei "fannulloni", degli "scavezzacollo", dei "marioli", dei "cattivi soggetti", insomma di quelli che vanno male a scuola. Pennac, ex scaldabanco lui stesso, studia questa figura popolare e ampiamente diffusa dandogli nobiltà, restituendogli anche il peso d'angoscia e di dolore che gli appartiene. Il libro mescola ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, sulle universali disfunzioni dell'istituto scolastico, sul ruolo dei genitori e della famiglia, sulla devastazione introdotta dal giovanilismo, sul ruolo della televisione e di tutte le declinazioni dei media contemporanei. E da questo rovistare nel "mal di scuola" che attraversa con vitalissima continuità i vagabondaggi narrativi di Pennac vediamo anche spuntare una non mai sedata sete di sapere e d'imparare che contrariamente ai più triti luoghi comuni, anima i giovani di oggi come quelli di ieri. Con la solita verve, l'autore della saga dei Malaussène movimenta riflessioni e affondi teorici con episodi buffi o toccanti, e colloca la nozione di amore, così ferocemente avversata, al centro della relazione pedagogica.

Dettagli

Generi Non definito

Editore Feltrinelli

Collana Universale economica

Formato Tascabile

Pubblicato 03/01/2013

Pagine 243

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788807880902

Traduttore Y. Mélaouah

1 recensioni dei lettori  media voto 5  su  5
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Diario di scuola rtamba

rtamba - 09/10/2013 22:33

voto 5 su 5 5

Non un vero e proprio diario, piuttosto una serie di riflessioni acute, profonde, pervase da un gradevolissimo senso di leggerezza e humour sulla realtà scolastica, sulla natura dei soggetti che hanno più difficoltà nello studio, sullapproccio ragionato e motivato dellinsegnante. Pennac racconta il suo passato, la sua infanzia di bambino con grosse difficoltà (oggi diremmo, dislessico, disgrafico, con deficit di attenzione e concentrazione, ecc.), di voti negativi, anni ripetuti, ore passate sui libri, con labbattimento e lo scoraggiamento di chi non riesce assolutamente a capire. Ma da questo abisso Pennac è risalito, grazie allaiuto di alcuni professori che lo hanno salvato, perché sono riusciti a trovare la strada per arrivare a lui. E, una volta uscito dallabisso, quello che lui ha voluto fare è stato rigirarsi su di esso e tirare fuori tutti gli altri che vi erano immersi. Da insegnante ha cercato di fare lo stesso: guardare dentro gli individui e cercare la strada, o meglio il sentiero stretto e nascosto, per farvi arrivare la passione per lo studio e la soddisfazione da esso. Ogni pagina ha un valore in sé: ogni pagina affronta una tematica, unesperienza e presenta spunti di riflessione davvero interessanti e sconcertanti; sconcertanti perché gettano una luce sulla vastità di una generazione che sta perdendo davvero di mira i valori veri, fuorviata da divinità consumistiche guastatrici. Davvero appassionante la trama che Pennac svolge nel proprio diario, di quella che lui ha assunto come sua missione: capire i propri alunni, capirli e appassionarli, cercare di confortare i genitori avviliti e delusi. Mi hanno colpito le pagine in cui racconta della sua tecnica di mnemonizzazione dei testi. Imparare a memoria, non perché la memoria sia un muscolo, ma perché è una biblioteca da arricchire. Così, i passi più belli che troviamo nei libri, li possiamo incamerare, per goderceli quando vogliamo. Davvero originali sono anche le pagine in cui cerca di umanizzare la grammatica, far capire come dietro grammatica, ortografia e sintassi possa nascondersi un mondo emotivo e spesso per impararle è sufficiente riconoscere quel mondo e affrontarle nel modo giusto.

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