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Generazione perduta

by Vera Brittain
pubblicato da Giunti Editore

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Nel 1914 Vera Brittain si affaccia alla giovinezza. E brillante e anticonformista, decisa a cambiare un destino di moglie gentile e madre paziente diventando una delle prime donne ammesse in un selettivo college di Oxford. Con l'egocentrismo dei suoi vent'anni, inizialmente Vera considera la grande guerra soprattutto una scomoda interruzione delle proprie attività. Ma la portata degli eventi che stanno travolgendo l'Europa diventa presto chiara: la devastazione non è solo materiale, ma anche psicologica e spirituale. Lasciata Oxford, Vera diventa infermiera volontaria e serve la patria a Londra, a Malta, in Francia, mentre il fratello, il fidanzato, gli amici più cari perdono la vita nelle trincee. Sopravvivere a tutto e tornare a un nuovo genere di "normalità" non sarà facile. Dopo una risurrezione difficile ma necessaria, divenuta scrittrice e giornalista, Vera raccoglie le sue memorie in quest'opera incisiva e struggente, testamento ideale e tributo alla sua generazione. Il libro è un classico della letteratura inglese, perché attraverso la propria storia, vivida e sincera, Vera non racconta soltanto la disillusione e il dolore, ma anche il cammino di maturazione delle idee per le quali ha combattuto tutta la vita, armata solo della sua penna: pacifismo e lotta per i diritti delle donne.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri , Storia e Biografie » Biografie Diari e Memorie » Biografie e autobiografie » Storia militare

Editore Giunti Editore

Collana Narrativa non fiction

Formato Rilegato

Pubblicato 01/07/2015

Pagine 640

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788809804531

Traduttore M. D'Ezio

1 recensioni dei lettori  media voto 1  su  5
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Generazione perduta andrea.landini12

Andrea Landini - 25/11/2015 00:47

voto 1 su 5 1

Speravo di trovare un romanzo appassionante che mi coinvolgesse a livello personale e che mi facesse fare un tuffo nella storia. Tuttavia il libro della Brittain è scritto con una tale freddezza da far sembrare che gli eventi, così lontani nel tempo, siano ormai fatti superati e "digeriti" dall'autrice stessa, che spesso liquida la morte di persone carissime con poche righe. L'introspezione è assolutamente carente, così come la capacità di descrivere l'atmosfera del tempo. Raffazzonata appare anche la stesura che altalena momenti salienti con momenti ricostruiti esclusivamente dal diario della Brittain giustapponendo così agli episodi principali, altri assolutamente non degni di nota e che l'autrice non avrebbe probabilmente ricordato se non tramite la lettura del suo diario. Più che la storia, l'autrice appare interessata a farci vedere come nella sua vita sia entrata in contatto con numerose personalità (spesso letterarie) ma che penso siano assolutamente sconosciute ai più, soprattutto al di fuori del mondo anglosassone. Ho trovato davvero di basso livello poi le poesie firmate dall'autore e da Roland, che forse dovrebbero essere i momenti più emozionanti del romanzo. Trovo infine deprecabile, che nonostante siano passati quasi cento anni dagli eventi raccontati, i nomi di molti personaggi siano sostituiti unicamente dalla loro iniziale, cosa che rende davvero pavida la posizione di chi ci racconta di aver superato combattendo la I guerra mondiale. Devastante poi, per la prosecuzione della lettura, è la mancanza di una qualsiasi forma di intreccio. Esiste solo la protagonista che non ha grandi relazioni con nessuno e che sembra attraversare la storia come un proiettile sparato. Non ci sono storie parallele, non ci sono emozioni legate agli altri, se non le poche, lineari e scontate, verso due o tre figure, che però non evolvono in nessun modo, ma vengono solo travolte dagli eventi. Persino la relazione con le persone più care, spesso viene raccontata tramite la trascrizione di noiosissime lettere ma davvero scarni ed insignificanti sono gli episodi di reale contatto personale. Mi aspettavo davvero tanto di più. Ci ho messo settimane a leggerlo, quando di solito un libro non mi dura più di qualche giorno. E non è lunghissimo.

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