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Il messaggero. Messenger
Il messaggero. Messenger

Il messaggero. Messenger

by Lois Lowry
pubblicato da Giunti Editore

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Quando Matty è arrivato al Villaggio sei anni prima era un ragazzino inquieto e ribelle che amava definirsi "la Belva fra le Belve". Ora è cresciuto sotto la guida del cieco Veggente ed è pronto per l'assegnazione del suo vero nome: "Messaggero". Ma qualcosa nel Villaggio sta cambiando: da quando al mercato si barattano i sentimenti con effimeri beni materiali, la comunità è diventata improvvisamente ottusa e caparbia. La società utopica che un tempo amava accogliere tutti i rifugiati e i derelitti sta innalzando un muro di isolamento. Matty è uno dei pochi capaci di districarsi nel fitto della Foresta e il suo compito ora è quello di portare il messaggio del drastico cambiamento ai paesi vicini e convincere Kira, la figlia del veggente, a tornare con lui al Villaggio, prima che sia troppo tardi. Ma la Foresta, che gli è sempre stata amica, si è rivoltata contro di lui, animata da una forza oscura e senziente, e Matty si trova a fronteggiare il pericolo armato solo di un nuovo potere che ancora non riesce completamente a gestire e a comprendere.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Fantascienza , Bambini e Ragazzi » 13-16 anni » Narrativa » Fantascienza , Fantasy Horror e Gothic » Fantascienza » Fantascienza per bambini e ragazzi

Editore Giunti Editore

Collana Y

Formato Rilegato

Pubblicato 07/02/2012

Pagine 208

Lingua Italiano

Titolo Originale Messenger

Lingua Originale Inglese

Isbn o codice id 9788809751736

Traduttore S. Congregati

3 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Il messaggero. Messenger

Anonimo - 26/02/2012 01:24

voto 4 su 5 4

Nel primo libro abbiamo conosciuto Jonas, un dodicenne che viveva in un mondo "perfetto", dove non esistevano colori, cambiamenti, sentimenti, emozioni e scelte. Alla "Cerimonia dei Dodici", ovvero una cerimonia dove ai dodicenni veniva assegnata una professione che non potevano ne scegliere e ne rifiutare, Jonas riceve il ruolo del Donatore, ovvero sarebbe stato l'unico del villaggio a conoscere la vita prima dell'avvento della loro attuale società, quindi dei sentimenti e sarebbe venuto a conoscenza anche di tutto quello che di orribile la società effettua ma della quale tiene tutti all'oscuro, come l'uccisione dei bambini nati con delle piccole deformità o dei malati o degli anziani, non più utili a nessuno. In Gathering Blue, invece, abbiamo fatto la conoscenza di Kira, una ragazza zoppa che vive in un villaggio sottosviluppato e violento dove le persone malate o con difetti fisici sono considerate inutili. Kira si opporrà con tutte le sue forze alla società e invece di scappare deciderà di rimanere al proprio villaggio cercando di cambiare le persone che ci vivono un po' alla volta dall'interno. Il terzo libro della trilogia, invece, parla di Matty, un ragazzo di un villaggio che accoglie tutti coloro che, in qualche modo, fuggono dalle città dove verrebbero uccisi per povertà o per i loro difetti fisici. Il villaggio di Matty è una specie di porto franco che accoglie tutti benevolmente, ma da qualche tempo tutto sta cambiando. Gli abitanti del villeggio iniziano a diventare sempre più egoisti e vogliono chiudere le porte della loro città a chi va da loro in cerca di rifugio. Anche la Foresta che si trova nei pressi del Villaggio diventa sempre più ostile e inizia a uccidere tutti coloro che l'attraversano. Una volta adulti i ragazzi del villaggio ricevono il proprio nome in base al ruolo che svolgono per la società, e Matty, che ama avventurarsi nella foresta per portare dei messaggi, spera che il nome che gli sarà affidato sia "Il Messaggero". Dopo la decisione degli abitanti del Villaggio di chiudere la città ai nuovi arrivati, Matty decide di avventurarsi nella foresta per portare il messaggio e per riportare al villaggio la figlia del'uomo cieco che gli fa da padre e da mentore, ovvero Kira, la protagonista del secondo libro della serie, ma sperimenterà l'ostilità sempre più grande della Foresta e dovrà far ricorso a tutta la sua buona volontà e ai suoi poteri sovrannaturali per salvare Kira da una morte certa. I libri di questa saga non sono legati, possono anche essere letti separatamente, infatti the Giver e Gathering Blue non hanno nessun punto in comune. Solo nel terzo libro ritroviamo un personaggio di un libro precedente ma non è affatto legato ai capitoli precedenti della saga. In questi tre libri l'autrice ci mostra tre mondi distopici che sono tre vie di approccio della società, dalla prima che è quella paradossalmente "perfetta", dove non ci sono sentimenti e gli eccessi che ne derivano, a quella violenta del secondo libro, per arrivare all'ultima società, quella che rappresenta la via di mezzo, ma che, non per questo, è la migliore. Quello che mi piace dei libri della Lowry è la capacità di rappresentare i pregi e difetti della nostra società, portandoci a riflettere nella lettura dei suoi mondi distopici e surreali, ma in qualche modo così vivi e simili al nostro, guardandoli con gli occhi dei protagonisti che riescono a vedere gli errori della propria società e si oppongono a tutto ciò, portando nel lettore la speranza che tutto, un giorno, possa cambiare e divenire davvero migliore, non senza sacrifici e impegno, ovviamente. Il terzo libro della saga è carino e pone molti punti di riflessione, come tutti i libri di questa saga, anche se l'autrice non è riuscita, come nei precedenti, a coinvolgermi emotivamente, la fine sembra un po' affrettata e buttata lì. Il mio libro preferito della saga rimarrà sempre il primo.

Il messaggero. Messenger

Anonimo - 20/02/2012 14:34

voto 5 su 5 5

Inizialmente pensavo che questa saga della Lowry, fosse stata così definita solo per il fatto della tematica distopica in comune e che i libri potessero essere letti singolarmente perché non avevano tra loro nessun legame. Per "The Giver" e "Gathering Blue" è infatti così, nessun elemento in comune, né ambientazione, né personaggi, niente di niente. Sono due libri che mi sono piaciuti entrambi moltissimo e che ho letto comunque in ordine temporale di uscita, anche se credevo che non fosse necessario farlo, perché mi aspettavo che la formula si ripetesse ancora nel terzo libro. E invece sono rimasta stupita di constatare che ne "Il Messaggero" le due storie precedenti e apparentemente senza alcun legame si uniscono. L'ambientazione è diversa, un altro nuovo mondo distopico, questa volta un piccolo villaggio dove regna l'altruismo e la generosità, dove si viene accolti senza discriminazioni, dove il sapere e l'istruzione è alla portata di tutti, dove quindi, sembra vigere la piena armonia e serenità. Il protagonista di questo terzo libro è Matty, vive felice, in maniera modesta, senza che gli manchi nulla ma senza eccessi. All'improvviso però nota che qualcosa sta cambiando, che le persone del villaggio, una volta così cordiali e gentili, stanno diventando diverse. Nascono episodi di astio e intolleranza. Ma perché tutto questo? Come fare per rimediare? Ancora una volta la Lowry stupisce il lettore con una storia apparentemente semplice, lineare, ma che porta al suo interno significati reconditi, dove la natura selvaggia e ostile che circonda il villaggio si trasforma in una metafora di vita. Ancora una volta l'autrice ci mostra come non esista un vero e proprio modello da seguire per costruire un mondo migliore. Dopo la perfezione asettica e senza sentimenti del mondo di The Giver" e l'imperfezione lampante del mondo ingiusto e violento di "Gathering Blue"; il mondo di "Il Messaggero" dovrebbe rappresentare la vita di mezzo, la formula giusta e ponderata tra il troppo perfetto e il troppo imperfetto, ma anche così sembra non funzionare. Il messaggio che vuole dare l'autrice è che ci sono sempre sfumature di ogni grado e intensità, e che solo le persone nella loro unicità possono fare la differenza. Un libro splendido, che devono assolutamente leggere tutti coloro che hanno già letto e apprezzato i due precedenti libri, e che solo in questo modo si riuscirà davvero ad entrare in sintonia con questo terzo tassello della saga. Teoricamente la trama del libro è abbastanza semplice e non sembrerebbe che i legami con i libri precedenti siano così tanto vincolanti da non capire il senso del terzo, e infatti è così! Perché, sempre teoricamente, è possibile leggere e capire il libro anche partendo da questo. Ma io consiglio di non farlo, consiglio di leggere tutti e tre i libri in ordine, perché solo così avrete i giusti legami emotivi con la storia e con i personaggi. Voglio inoltre fare una menzione di merito al finale, che questa volta, oltre ad essere come al solito un po' vacuo e a donare un senso di speranza senza avere alcuna certezza, è un vero e proprio pugno nello stomaco. Un pugno nello stomaco che riesce comunque a dare speranza... strano vero? Non vi resta che leggerlo! PS= ho saputo che questo terzo libro, non sarà più l'ultimo della serie, come sembrava, ma che l'autrice ne sta scrivendo un quarto, ancora inedito. Inutile dire che non vedo l'ora che venga pubblicato!

Il messaggero. Messenger

Anonimo - 17/02/2012 18:24

voto 4 su 5 4

In Il Messaggero ritroviamo Matt, ora Matty, e colui che in questo volume viene chiamato Il Veggente, entrambi incontrati in La rivincita. I due ora vivono al Villaggio, dove tutte le persone, sia quelle sane, che quelle con qualche difetto, deficit o imperfezione, vengono accolte e vivono in pace, aiutandosi l' un l' altro. Qui Matty e il Veggente hanno instaurato uno stile di vita tranquillo e pacifico da ormai sei anni. Ma c'è qualcosa che sta cambiando il Villaggio ed i suoi abitanti. Infatti in questo romanzo avviene una sorta di processo inverso, in quanto le società incontrate nei due volumi precedenti sembrano cambiare e modificarsi in meglio, diventando meno rigide, mentre in quella qui presente, che inizialmente sembrava quasi utopica, iniziano ad insinuarsi egoismo ed intolleranza. Inoltre, come Jonas e Kira, protagonisti rispettivamente di âThe Giverâ e di âLa rivincitaâ, anche Matty ha una particolare capacità, un dono speciale che lo spaventa e che scoprirà poco a poco. Proprio Jonas, ora diventato il Capo del Villaggio, e Kira, ricompaiono in questo romanzo, che fa anche da unione tra i due libri precedenti e fa assumere ad essi nuovi significati. Per me è stato bellissimo ritrovare questi personaggi, alcuni anche in modi che non mi aspettavo, mi ha coinvolto molto di più nella storia, proprio per il fatto che sono personaggi già conosciuti. E' bello vedere gli sviluppi delle loro vicende ed i cambiamenti che hanno subito. L' atmosfera è simile a quella dei primi due volumi, c'è sempre qualcosa di misterioso, segreto, nascosto e strano, si sa e si capisce che c'è, ma non si comprende immediatamente o con chiarezza di cosa si tratti. Questo dà un senso di incertezza ed aumenta la curiosità di capire cosa stia effettivamente succedendo, in questo caso, al Villaggio. Ho trovato quel qualcosa in più per essere definitivamente coinvolta nella storia e per comprenderla quasi completamente. Anche se ancora non c'è un senso di conclusione, in generale, pensando ai tre libri insieme, grazie in particolare a questo, c'è un senso di completezza e di una storia unica. Inoltre, cosa che nei volumi precedenti mancava, c'è anche un po' di amore, che non fa mai male. La parte finale è abbastanza angosciante e sono felice di aver letto questo libro sapendo che ce ne sarà un altro e che quindi non è questa la conclusione della serie. Penso che ci sia ancora molto da poter dire su questa vicenda.

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