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Il treno
Il treno

Il treno

by Georges Simenon
pubblicato da Adelphi

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Descrizione

Maggio 1940. Le truppe della Wehrmacht dilagano in Belgio e minacciano i confini della Francia. Dalle Ardenne, dove è stato promulgato un ordine di evacuazione generale, sciami di profughi lasciano le loro case prendendo d'assalto i pochi treni disponibili. Nel carro bestiame di un convoglio che procede lentissimo verso il sud - e che viene continuamente fermato in piena campagna, parcheggiato per ore su linee secondarie, bombardato dagli Stuka tedeschi -, un uomo privo di ogni qualità, miope e di salute cagionevole, un uomo con una piccola vita mediocre e mediocremente serena, incontra una donna di cui non saprà altro, per tutto il tempo che passeranno insieme, se non che è una cèca di origine ebrea, e che è stata in prigione a Namur. Fra loro, all'inizio del lungo viaggio che li porterà fino alla Rochelle, non ci sono che sguardi. Ma un po' alla volta, senza che nulla sia stato detto, le due solitarie creature diventano inseparabili; finché, durante la prima notte che passano l'uno accanto all'altro sulla paglia ammucchiata per terra, confusi fra altri corpi sconosciuti, accadrà qualcosa di inimmaginabile. Sarà l'inizio di una passione amorosa di cui Simenon ci racconta (caso rarissimo) anche i momenti di più bruciante erotismo; una passione che isolerà un uomo e una donna che fino a poche ore prima ignoravano l'esistenza stessa l'uno dell'altro da tutto ciò che accade intorno a loro (l'occupazione tedesca, i convogli di sfollati, il tendone da circo che li ospita insieme ad altre decine di profughi), chiudendoli in un bozzolo fatto di desiderio e di gioco - e di una scandalosa, disperata, effimera felicità.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri

Editore Adelphi

Collana Biblioteca Adelphi

Formato Brossura

Pubblicato 01/01/2008

Pagine 146

Lingua Italiano

Titolo Originale Le train

Lingua Originale Francese

Isbn o codice id 9788845922435

Traduttore Massimo Romano  -  M. Romano

4 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Il treno @le

Alessandro Molinari - 20/05/2013 16:20

voto 5 su 5 5

Una storia d'amore e di dovere, nata nel viaggio, durante la guerra. Temi scontati e ritriti ai quali Simenon dona nuova luce e sapore. Splendido, e triste.

Il treno

Anonimo - 14/03/2008 15:40

voto 4 su 5 4

Ogni volta che leggo un romanzo di Simeon ne rimango affascinata, sono sempre brevissimi capolavori ma instensi. Il TRENO è un romanzo centrato sulla breve, ma intensa parentesi di vita e di passione tra Marcel Fèron, piccolo commerciante di apparecchi radiofonici di Fermay ed Anna un ebrea praghese dal passato misterioso e segnato dal carcere. Insomma un Bellissimo romanzo ve lo consiglio.

Il treno

Arcangela Cammalleri - 03/03/2008 18:59

voto 4 su 5 4

IL TRENO DI GEORGES SIMENON Titolo originale "Le train" Georges Simenon scrive e pubblica questo romanzo solo nel 1961, quando la guerra e i ricordi di essa erano sedimentati e bruciavano meno l'animo. Questa storia unica e preziosa ci restituisce un frammento folgorante, nella sua brevità, di vita umana, ma lancinante nella sua profondità. Da questa narrazione il regista francese Granier Deferre ne ha tratto un film con Romy Schneider e Jean Louis Trintignant. Siamo nel maggio del 1940, nelle Ardenne è stato dato l'ordine d'evacuazione generale, i profughi sono costretti a fuggire perché le truppe tedesche invadono il Belgio. Il protagonista Marcel Féron, come si presenta lui stesso in prima persona, vende apparecchi radio e rimette in sesto quelli vecchi, è molto miope ( è terrorizzato dall'idea di ritrovarsi senza occhiali) e molto cagionevole di salute; conduce una vita ordinaria, "Non ero un uomo infelice né tanto meno triste", scandita dalle abitudini quotidiane dove ogni oggetto sta al suo posto Ma gli avvenimenti bellici incalzano e non vive più secondo un ritmo interno, invece del suo battito, sente una sorta di battito collettivo. Quella guerra scoppiata all'improvviso, dopo un anno di calma apparente, la percepisce come una faccenda personale tra lui e il destino. Marcel non è più responsabile della sua vita, non è, più, Marcel Féron, commerciante di radio, ma un uomo fra milioni di altri uomini in balia di forze superiori. Egli con la moglie Jeanne, incinta e la figlia, Sophie di 4 anni, lascia la casa e tutto, ma nel trambusto generale si ritrova separato da loro e insieme con altri come lui nel carro bestiame di un convoglio. E' su questo treno, su questo vagone tra i sussulti, gli scossoni delle fermate e i flashback della sua vita trascorsa che con una donna in nero, estranea, quasi, a tutto quanto la circondava, diventa naturale, senza essersi detti quasi nulla, stare sempre insieme, come per un comune accordo. E' come un appuntamento con il destino, incontrare quella donna e non pensare più a nient'altro, diventare come un albero al sole. E' la passione travolgente che li travolge e si consuma nell'atto carnale, Anna, la ragazza ceca d'origine ebrea, lui Marcel, uomo senza qualità, per un tempo indeterminato, vivono in un'altra dimensione, i cui valori non hanno nulla in comune con i valori della vita quotidiana e delle sue convenzioni, in una comunione totale di corpi e di menti. La loro vita in comune non ha un futuro, vivono un tempo d'attesa, fuori dello spazio, ma intenso, bruciante, dove il desiderio sessuale, è gioia, candore, comunicazione naturale di sensi e pensieri segreti. E' come un capitale di felicità, che in una situazione rammatica ed eccezionale, essi hanno avuto in dono e cercano di goderne centellinandolo; né passato né avvenire, solo un fragile presente da assaporare e divorare al tempo stesso. Il grande scrittore francese si misura nell'eccezionalità di una passione divorante e vorace come se volesse esorcizzare la precarietà della vita appesa al destino della guerra di cui nessuno può prevederne le conseguenze. Struggente la similitudine che Simenon fa dire a Marcel: è felice, di una felicità che sta alla felicità d'ogni giorno come il suono che viene fuori passando l'archetto dal lato sbagliato del ponticello sta al suono normale di un violino. Un suono acuto, squisito, che fa deliziosamente male. Una scrittura mirabile, poesia dell'anima le parole che fluiscono e scorrono come piccole gioie, delicate immagini, schegge di luce che carpiscono il lettore.

Il treno

Elisabetta Bolondi - 05/02/2008 15:08

voto 3 su 5 3

Negli anni 60, dopo venti dalla fine della guerra, Simenon scrive questo lungo racconto, o breve romanzo, in cui si ritrovano la grande capacità di scrittura, il lirismo, l'analisi accurata delle psicologie dei personaggi, che fanno di questo autore uno dei più grandi del 900 francese. La breve avventura di Marcel, un mediocre artigiano che vive con la famiglia al confine con il Belgio,che incontra nel treno dei profughi in fuga dalla guerra una sconosciuta, è tratteggiata con profonda sensibilità. Anna, giovane ebrea senza famiglia nè riferimenti, e il timido Marcel, temporaneamente diviso dalla famiglia, provano nel vagone merci una sfrenata passione, un desiderio d'amore e di sesso, un'attrazione totalizzante ed effimera. Dopo, finita la guerra, di quell'eccitante avventura che poteva cambiare la loro vita, non rimarrà che uno sbiadito ricordo. Il romanzo ci racconta il dramma della seconda guerra mondiale, la deportazione, i bombardamenti dei civili, l'invasione tedesca del Belgio e poi della Francia, con uno sguardo originale, distaccato, diverso. La prospettiva appare rovesciata, a beneficio di una piccola storia, mentre la tragedia europea resta quasi confinata sullo sfondo.

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