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L'estranea
L'estranea

L'estranea

by Patrick McGrath
pubblicato da Bompiani

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Sidney, affermato studioso di poesia romantica, dopo due divorzi decide quasi d'impulso di sposare una ragazza molto più giovane di lui, Constance. L'uomo, senza esserne del tutto consapevole, tende ad assumere nei confronti della moglie atteggiamenti paterni, suscitando una reazione violenta, legata ai drammi che hanno segnato la vita della ragazza: la morte precoce della madre, la freddezza e l'indifferenza del padre e la gelosia per una sorella minore, Iris, allegra, spontanea e appassionata. Quando il padre rivela brutalmente a Constance la verità sulla sua nascita (frutto di una relazione della madre con il marito di Mildred, la domestica di famiglia), la giovane donna entra nel tunnel di una lucida follia che ha un solo fine: la vendetta contro Iris e Mildred, che sapevano la verità e non le hanno detto niente, e contro il proprio padre, il Grande Assente, che l'inconscio ferito considera responsabile di ogni infelicità. Uno stupefatto e angosciato Sidney assiste allo sprofondare della moglie in un abisso da cui non solo il suo matrimonio, ma la sua stessa vita rischiano di uscire distrutti.

La nostra recensione

È una sfida, ogni volta, con Patrick McGrath. Una lotta per cercare di mantenere a distanza di sicurezza i suoi personaggi dalla propria testa. Conservare uno scarto tra le ragioni che muovono loro, da quelle che muovono te. Non importa quanto la tua vita, il tuo ambiente, il tuo lavoro e la tua famiglia siano lontani, di fatto, da quelle dei protagonisti che dipinge con perizia chirurgica nelle sue pagine: ti sentirai come loro e sarai loro.L'estranea è il nuovo libro dello scrittore inglese, edito da Bompiani. Mettendo da parte la sua inarrivabile opera del 1996, "Follia", e il rimprovero per l'escalation di drammi che in un punto esatto risulta eccessiva, il libro è uno di quelli che si divorano, portandoseli dietro ovunque sia consentito leggere (sì, anche sul posto di lavoro, in pausa pranzo). Chi conosce McGrath lo sa: non bisogna aspettarsi roba allegra, e si deve essere disposti a mettersi in gioco. Sì, perché lui sarà anche stato una delusione per il proprio padre, avendo scelto la letteratura alla psichiatria, anche se poi ha fatto dei profili psicologici (e delle figure dei dottori, in generale) un tratto distintivo della propria produzione. Quindi va da sé che sfuggirgli non sia semplice. Non è automatico restare indifferenti a frasi come "... in fondo io credo che ciascuno di noi si crei il proprio destino csegliendo se restare vittima della propria infanzia o no." Questa volta il racconto è a due voci. La stessa storia vista da due diverse persone: Constance e Sidney. Uomo e donna, marito e moglie. Si alternano, così perfettamente opposti e complementari, nel raccontare il dramma familiare di chi non si è mai sentito accettato dal proprio padre e poi viene a scoprire una realtà se possibile ancora più difficile da metabolizzare. Buttar giù la sinossi di questo libro così tremendamente cinematografico è cosa facile e svilente, quindi, chi vuole, la troverà altrove. Non qui. Perché il "chi-fa-cosa" è semplificazione indegna: in questo caso conta il "perché" dei gesti. La rabbia che lega i padri ai figli, i figli ai figli, i mariti alle mogli. Ognuno a se stesso. Basta sapere che ogni rapporto può nutrirsi del precedente, ma può anche scegliere di liberarsene. Che le relazioni sono anche dipendenza, che l'amore può essere bisogno di "proteggere e nutrire" e che dare la colpa a un genitore può essere una "forma di pigrizia intellettuale da liberali". Basta sapere che si può essere donne isteriche e paranoiche, o uomini saggi e intellettuali, e in nessuno dei due casi questo esimerà dall'essere persone peggiori. O magari migliori. Basta sapere che alle volte i matrimoni si portano avanti per rassegnazione, e che non esistono regole per fare andare avanti le cose. Per citare Allen, alle volte, "basta che funzioni". Che si può essere sollevati da una morte. E tocca accettare, in qualche modo, che l'essere umano possa fare le cose peggiori. Oppure restare sul filo dell'ansia, leggere tutto d'un fiato e chiudere gli occhi sull'ultima riga, realizzando che alle fine, una risposta a tutte queste cose che basterebbe sapere, non si avrà mai.
Diletta Parlangeli

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri

Editore Bompiani

Collana Narratori stranieri

Formato Rilegato

Pubblicato 09/05/2012

Pagine 292

Lingua Italiano

Titolo Originale Constance

Lingua Originale Inglese

Isbn o codice id 9788845264832

Traduttore A. Cristofori

1 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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L'estranea

Anonimo - 30/10/2012 15:29

voto 4 su 5 4

Dopo Follia non avevo letto + niente di Patrick McGrath. Questo libro l'ho comprato x curiosità e devo dire che mi è piaciuto. Molto introspettivo, l'autore descrive benissimo la psiche dei personaggi. Una storia che appassiona e che fa riflettere su come l'infanzia segni il destino di ognuno di noi.

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