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La tribù dell'eclisse
La tribù dell'eclisse

La tribù dell'eclisse

by Giulia Perroni
pubblicato da Passigli

Prezzo:
20,00 17,00
Risparmio:
3,00 -15 %
mondadori card 34 punti carta PAYBACK
Disponibile.
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Descrizione

"Dal monologo interiore, che è tale sempre da preferire il calore e da non volere laccioli, 'La tribù dell'eclisse' ottiene il dono della varianza. Ora il verso è ipermetro e s'assimila alla prosa, ora il verso s'accorcia e le sue misure rientrano nella norma prosodica; ora la cadenza è sciolta, discosta dalle figure della ripetizione, ora nessi rimici e assonanze di ritorno ripristinano le logiche della simmetria e del parallelismo. Non diversamente, in una silva, alberi e arbusti ora s'approssimano e si intrecciano fitti, ora le forme vegetali si distendono prendendo aria; ora l'intrico si mostra difficilmente sbrogliabile, ora il sottobosco si dirada e s'appiana. E, come nelle silvae, così nella Tribù dell'eclisse le ombre, quando rabbuiate intensamente quando virate verso il grigio, e le luci, filtrate dai rami e pervenute da schiuse del cielo per perimetrare porzioni di suolo e di pagina, si conducono liberamente in alternanza." (dalla prefazione di Marcello Carlino)

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Poesia

Editore Passigli

Collana Passigli poesia

Formato Brossura

Pubblicato  16/04/2015

Pagine  169

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788836814923


2 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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La tribù dell'eclisse riccordo

riccordo - 09/12/2015 16:23

voto 3 su 5 3

Finalmente una poesia che sta ritrovando (o trovando ex novo, o cercando: non conta) la saggezza del menestrello. "La tribù dell'eclisse" è un libro trobadorico, in senso lato siciliano, vale a dire originario: c'è storia e c'è anima. La sua forza, mi pare, è questo discorso che non si interrompe, che scantona veloce nel gioco di specchi e ritorna di continuo a se stesso. Mi pare che ci sia anche, come spesso ho notato in altre sue cose, una precisa critica sociale. Tutto questo è necessario, sì. Una forza, quella di Giulia Perroni, e una vitalità nutrite di intelligenza. A un tratto sembra anche possibile comprendere nel profondo l'acronia (o l'ucronia) che il testo menziona. E' la ricerca della prospettiva diversa, scontenta delle evasioni banali offerte dal mercato di massa. (R.B.)

La tribù dell'eclisse giorgiolinguaglossa

Giorgio Linguaglossa - 02/09/2015 12:03

voto 3 su 5 3

Siamo ancora dentro una Civiltà di tipo 0, secondo la tipologia indicata dal fisico teorico Michio Kaku, una civiltà che trae energia da elementi che trova già pronti in natura (il carbone, il petrolio, luranio etc.). È quello che ci vuole dire Giulia Perroni con questo bizzarro titolo, apparteniamo ancora alla «tribù delleclisse», siamo simili a quegli arcaici che assistevano con spavento alla eclisse come ad un evento taumaturgico e divino. Tutta la variegata «sostanza» del discorso poetico di Giulia Perroni ha qualcosa di arcaico e di moderno insieme, è costituita da immagini e substrati di immagini, di metafore e di substrati di metafora, di schegge di immagini, di voli spericolati tra le immagini, di capovolgimenti di tempi e di spazi. Poema che si estende per 170 pagine senza un attimo di tregua, con un ritmo percussivo ed avvolgente che vuole irretire il lettore nelle proprie spire. Come sappiamo dagli studi di un sinologo come Ernest Fenollosa, le parole astratte, incalzate dallindagine etimologica, ci svelano le loro antiche radici affondate nellazione; e forse il dinamismo della poesia della Perroni è un lontano parente del dinamismo universale che un tempo animava le lingue primitive; della lingua primordiale lautrice eredita la capacità di creare universi paralleli e «mondità». Come sappiamo, non è da un arbitrario intento soggettivo che nacquero le primitive metafore, esse seguono la matrice delle relazioni che accadono in natura, la natura ci fornisce le sue chiavi, e il linguaggio recepisce questa matrice che si trova in natura. Giulia Perroni è convinta che il mondo sia pieno di omologie, simpatie, identità, affinità e che sia compito della poesia catturare i segreti di queste relazioni interne tra le «cose». La metafora è la vera sostanza della poesia, luniverso è un orizzonte di miti sedimentatisi; la bellezza del mondo visibile è impregnata di arte, è questultima che crea la bellezza della vita; la poesia fa coscientemente ciò che i primitivi fecero inconsciamente, e la poesia di Giulia Perroni non fa altro che riesplorare e rielaborare i miti e le imagery della civiltà del Mediterraneo, getta ponti che si estendono tra il visibile e linvisibile, attraverso il tempo e lo spazio, il lessico prosaico e quello ricercato. È questa la poetica di Giulia Perroni, leggere la sua poesia significa accettare questa impostazione di vita e del modo di concepire larte poetica; ma nella sua poesia cè anche il gusto del gioco, lallegria degli spazi, la gioia del ritrovarsi nelluniverso, lironisme, listrionisme. Cè altro, cè la «mondità», un riepilogo e una accelerazione del mondo di fuori e del mondo di dentro.

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