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Saggio su una nuova teoria della visione-Trattato sui principi della conoscenza umana. Testo inglese a fronte
Saggio su una nuova teoria della visione-Trattato sui principi della conoscenza umana. Testo inglese a fronte

Saggio su una nuova teoria della visione-Trattato sui principi della conoscenza umana. Testo inglese a fronte

by George Berkeley
pubblicato da Bompiani

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Descrizione

Un'esatta comprensione del pensiero post-cartesiano non può fare a meno di confrontarsi con Berkeley e le opere raccolte in questo volume, fra le più discusse dalla letteratura specialistica berkeleiana e da quella epistemologica in genere. Il "Saggio sulla visione" contiene la formulazione compiuta della più influente teoria della percezione visiva sino alla metà dell'Ottocento, teoria che raccoglie ancora oggi il consenso di un gruppo consistente di psicologi. Il "Trattato sui principi della conoscenza umana" elabora invece quegli argomenti dell'idealismo che saranno discussi da tutti i maggiori filosofi occidentali.

Dettagli

Generi Psicologia e Filosofia » Filosofia occidentale e Storia della filosofia » Filosofia occidentale: Illuminismo

Editore Bompiani

Collana Testi a fronte

Formato Brossura

Pubblicato  01/01/2004

Pagine  502

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788845211225


Traduttore D. Bertini

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Saggio su una nuova teoria della visione-Trattato sui principi della conoscenza umana. Testo inglese a fronte

Anonimo - 01/12/2007 19:53

voto 1 su 5 1

Ho recentemente dovuto studiare i due testi qui pubblicati, e poiché il volume economico della Utet Libreria contenete le opere filosofiche di Berkeley non era ancora stato pubblicato, non ho avuto l'imbarazzo della scelta tra questa e un'altra edizione italiana. Se questa edizione non avesse il testo a fronte, sarebbe completamente inservibile. La traduzione è peggio che dilettantesca, costellata di quelli che per carità chiamerò refusi (spesso ricorrenti) e di errori di traduzione dovuti anche al completo fraintendimento del testo. Per fare un solo esempio, a metà del paragrafo 10 dell'Introduzione del ''Trattato'', nel quale Berkeley sta negando l'esistenza delle idee astratte e spiegando qual'è l'unico tipo di astrazione di cui la mente umana è capace, si legge: ''I own myself able to abstract in one sense, as when I consider some particular parts or qualities separated from others, with which though they are united in some object, yet, it is possible they may really exist without them''. L'autore ha precedentemente affermato (all'inizio del paragrafo 7) che è chiaro a tutti che le qualità o modi non esistono di per sé, separatamente dagli oggetti, e sta qui spiegando che è possibile astrarre solo nel senso di immaginare che un oggetto, che ci si presenta con una serie di qualità (ad esempio, una palla che ci si presenta come dotata di forma sferica, elasticità, colore rosso), possa esistere senza qualcuna di quelle qualità (in questo caso il colore rosso, potendo una palla essere di qualsiasi colore). La traduzione corretta del passo sarebbe quindi: ''Mi riconosco capace di astrarre in un senso, come quando considero alcune specifiche parti o qualità separate da altre, senza le quali è possibile che esse possano realmente esistere, sebbene siano loro unite in alcuni oggetti''. La traduzione di Daniele Bertini, invece, suona così: ''Mi riconosco capace di astrarre in un senso, come quando considero alcune parti determinate o qualità separate dalle altre, le quali, sebbene siano unite in alcuni oggetti, è possibile che esse possano esistere realmente senza essi''. La mia traduzione, è evidente, stravolge la sintassi originale; la traduzione di Bertini apparentemente la rispetta, ma: è evidentemente scorretta in italiano; riferisce il ''them'' (plurale)alla fine del passo a ''object'' (singolare); soprattutto, stravolge il senso del passo! Il traduttore mette infatti in bocca a Berkeley l'affermazione che le qualità possono ESISTERE separatamente dagli OGGETTI, ad esempio, il rosso separatamente dalla palla rossa di cui sopra, e da qualsiasi altro oggetto rosso. Il che è esattamente il contrario di una delle tesi fondamentali della filosofia di Berkeley.

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