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Zia Antonia sapeva di menta
Zia Antonia sapeva di menta

Zia Antonia sapeva di menta

by Andrea Vitali
pubblicato da Garzanti Libri

9,73
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Descrizione

"Aglio, cipolle, rape, ravanelli e porri sono verdure indigeste che non diamo mai agli ospiti della casa!" Suor Speranza ne è sicura: nel minestrone che ha distribuito ai pazienti della Casa di Riposo di Bellano l'aglio non l'ha fatto mettere di sicuro. Allora come mai Ernesto Cervicati, entrando nella stanza di zia Antonia, ha sentito quell'odore, invece dell'aroma inconfondibile e fresco della menta? Ernesto conosce bene il rassicurante profumo delle mentine di cui è golosa la sua anziana parente. Certo meglio di suo fratello Antonio, che della zia non ha mai voluto saperne: gli interessava molto di più Augusta Peretti, una trentacinquenne ossigenata e vogliosa, nonché figlia di salumiere. Ernesto invece aveva accolto zia Antonia in casa sua e l'aveva accudita per tre anni, finché lei, un po' per non gravare troppo sul nipote, un po' per pudore, aveva deciso di trasferirsi all'ospizio. Quel sorprendente odore d'aglio è un piccolo enigma. Forse è l'indizio di qualcosa di più grave. A indagare, oltre a Ernesto e all'energica suor Speranza, si ritrova anche il dottor Fastelli, medico dal carattere gioviale ma di grande sensibilità. Intorno a questo profumato mistero, Andrea Vitali costruisce un romanzo carico di tenerezza, una di quelle storie che, come zia Antonia, ti accarezzano in un fresco abbraccio. Per poi regalarti, alla fine, una sorpresa.

La nostra recensione

Curiosi di saperne di più su questa storia abbiamo telefonato ad Andrea Vitali in persona. E lui ci ha svelato qualcuno dei misteri di Zia Antonia.
Vitali racconta "Zia Antonia sapeva di menta". "L'idea di scrivere questo libro è nata da due esperienze personali. La frequentazione di una casa di riposo un po' di anni fa come medico di alcune delle ospiti, negli anni in cui gli istituti di ricovero per gli anziani erano di competenza delle asl e non tutti gli ospiti avevano il loro medico all'esterno. In quegli anni, la casa di riposo, all'interno del microcosmo di un piccolo paese, era a sua volta un micro mondo con le sue regole e i suoi personaggi che appartenevano solo a quel mondo lì, come la madre superiore, le suore cuciniere e quelle che si occupavano della lavanderia. Persino con i suoi profumi e odori. Un ambiente che mi ha affascinato da subito e nel quale ero certo che si potesse ambientare un racconto, che si è completato in termini di indizi reali quando, per errore, ho ricevuto l'estratto conto di un mio omonimo. Che ho aperto, fidandomi del nome e cognome stampigliati sulla busta, ma che non poteva essere mio, vista l'entità del deposito. Erano i primi anni di lavoro e non possedevo quella cifra, non enorme ma discreta. Questi due fatti sono rimasti a mezz'aria per un po' e un bel giorno è scattata l'idea di trasferire in una realtà fantastica queste due molle reali. Con un po' di quotidiano artigianato narrativo è nato il romanzo."
Zia Antonia, romanzo senza tempo. "Gli altri romanzi erano molto caratterizzati dal punto di vista storico-epocale, dove si trovano citazioni precise di fatti storici che inducono il lettore a inquadrare il periodo del romanzo. Questa storia invece mi piaceva mantenerla in un cornice che si intuisce essere appunto di quegli anni lì, ma non appesantirla con dei riferimenti troppo precisi al costume e ai fatti di cronaca dell'epoca. Mi importava mantenere la storia agile, svelta e dare solo qua e là degli indizi temporali."
La madre superiore. "Sicuramente nel personaggio della madre superiore, ho ricalcato su certi aspetti della madre superiore di allora. Una donna che emanava un fascino di montagna, e sulla quale indebitamente ho sempre speculato immaginando per lei una gioventù passata a spaccare legna, fare fieno, nella quale poi si è innestata la vocazione religiosa. Una donna con un'educazione spartana che le è servita a condurre in modo militaresco, ma bonario, l'ospizio. E' sicuramente lei il personaggio, tra tutti gli altri, che ho elaborato di più."
L'umorismo di Andrea Vitali. "Nei miei romanzi l'umorismo ha lo stesso ruolo che ha nella vita reale. L'ironia e l'autoironia soprattutto, quindi il non prendersi troppo sul serio, non cedere mai a certe vanità, mantenere il profilo basso e i piedi costantemente per terra, possono essere il viatico attraverso il quale puoi fare passare delle cose che non sono sostanzialmente ironiche e divertenti."
Vecchietti e zitelle. "Ho spesso utilizzato nelle mie storie le figure di vecchietti arzilli, lucidi nonostante gli acciacchi dell'età. Nella mia esperienza quotidiana ho a che fare con questi vecchietti che mantengono una mente vivace, leggono il giornale e sono informati. Anche nei confronti delle zitelle, altra categoria alla quale faccio spesso riferimento nei miei romanzi, ho un atteggiamento positivo e diverso dallo stereotipo letterario tradizionale."
La colonna sonora ideale per leggere Zia Antonia. "Le canzoni di Caterina Caselli che, nell'unico anno che ho fatto il collegio, in V elementare, sentivo a tutto volume provenire da un juke-box di un bar vicino. Ricordo Insieme a te non ci sto più, che ha cantato diversi anni dopo anche Battiato. E ora che ci penso anche Impressioni di settembre della PFM."

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Garzanti Libri

Collana Narratori moderni

Formato Rilegato

Pubblicato 16/11/2011

Pagine 147

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788811683919

7 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Zia Antonia sapeva di menta fabioresti

fabioresti - 07/03/2016 13:35

voto 4 su 5 4

Un Vitali in forma per una storia breve ma esilarante.

Zia Antonia sapeva di menta scricciolo1970

scricciolo1970 - 21/10/2013 22:18

voto 5 su 5 5

Un libro leggermente diverso dagli altri di Vitali, ma non per questo meno bello. sempre molto intrigante e come al solito si legge d'un fiato per sapere come va a finire. Sonia

Zia Antonia sapeva di menta annalisa.albarello

Annalisa Albarello - 20/10/2013 16:49

voto 4 su 5 4

Una trama vincente, seppure estremamente semplice, costellata di pochi personaggi ben caratterizzati, che l'autore si diverte a far diventare un po' delle "macchiette". Da leggere d'un fiato, con spensieratezza.

Zia Antonia sapeva di menta luca.luderin

luca luderin - 11/10/2013 16:19

voto 3 su 5 3

Meno entusiasmante del solito, almeno a mio parere, ma pur sempre godibilissimo

Zia Antonia sapeva di menta

Anonimo - 21/04/2012 12:52

voto 4 su 5 4

una sola parola: stupendo. non leggevo un libro così semplice, così scorrevole e nello stesso tempo così accattivante da tanto tempo.

Zia Antonia sapeva di menta

Anonimo - 07/04/2012 10:19

voto 4 su 5 4

Un giallo diverso dal solito, senza omicidi, molto delicato con un certo che di humor che fa immaginare fatti e condividere emozioni che fanno 'correre' fino alla fine per conoscere come sono andate realmente le cose e sapere se coincide con quello che avevamo immaginato!!!! Zia Antonia sapeva di menta perchè adorava mangiare mentine. Da alcuni anni vive in una casa di riposo gestita da suore. Zia Antonia ha due nipoti: Ernesto ed Antonio. Antonio è sposato con Augusta. Non parla con Antonia né con il fratello Ernesto da diversi anni. All'improvviso e segretamente, Antonio vuole tentare di riallacciare i rapporti con la zia, ma questa al momento non sembra considerarlo. Ernesto è un buono, tanto buono che può definirsi un ingenuo. Da quando la zia è nella casa di riposo vive solo. Un giorno nella stanza di zia Antonia vi è odore, puzza, di aglio. Strano. All'improvviso l'anziana signora smette di mangiare e di parlare. Non si sa il motivo finchè non interviene il dottore, a cui viene raccontato il perchè di tali privazioni‿ Un segreto. Indagano la Madre Superiora ed il dottore, dietro richiesta/approvazione di Ernesto. E quando i tasselli sembra che si stiano mettendo a posto... Ecco il colpo di scena!

Zia Antonia sapeva di menta

Anonimo - 23/01/2012 10:07

voto 4 su 5 4

Piacevolissimo e svelto racconto, da leggere d'un fiato, coi personaggi caratteristici della penna di Vitali: veri e nitidi.

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