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Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile
Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

by Giampaolo Pansa
pubblicato da Sperling & Kupfer

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La cornice in cui si inserisce la ricostruzione dei tanti eventi ripercorsi nel volume vede Giampaolo Pansa confrontarsi con Livia, una brillante funzionaria della Biblioteca Nazionale di Firenze, che a suo tempo aveva svolto ricerche sui fatti sanguinosi dell'immediato dopoguerra. Assieme a lei, l'autore si avventura su un terreno minato, socchiudendo porte che ancora oggi molti vorrebbero tenere sbarrate: l'accusa di revisionismo è sempre in agguato per chi, pur condividendo le stesse posizioni dei vincitori, vuole scrivere tutta intera la storia. Pansa non se ne cura e indaga nelle pieghe di episodi e circostanze che videro migliaia di italiani vittime delle persecuzioni e delle vendette di partigiani e antifascisti.

Dettagli

Generi Storia e Biografie » Storia dell'Europa » Storia d'Italia e delle Regioni italiane » Storia d'Italia » Periodi storici » Storia del XX e XXI secolo » Risorgimento, Resistenza e Rivoluzioni

Editore Sperling & Kupfer

Collana Saggi

Formato Rilegato

Pubblicato 01/01/2003

Pagine 390

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788820035662

21 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5
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Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

BRUNO C. - 12/11/2005 17:01

voto 3 su 5 3

NON SI POSSONO CHIAMARE GIUSTIZIERI COLORO CHE UCCIDONO NEL LORO PROPRIO NOME,CON UN LORO TRIBUNALE,SENTENZA GIA SCRITTA,A VOLTE CON UN TRIBUNALE VERO,ALCUNI VENIVANO ASSOLTI MA NON DAI CARNEFICI CHE PENSAVANO LORO A RIVEDERE LA SENTANZA,CHISSA PER QUALE MOTIVO,UCCIDENDO,COME LUI STESSO SCRIVE,PER SVARIATI MOTIVI,ANCHE FUTILI,A VOLTE,SI SONO UCCISI,E IN CHE MODO,MILITI,GERARCHI,GENTE INNOCENTE, ANTIPATICA,RICCA,CIVILI,ANZIANI E FANCIULLI/E,CROCEROSSINE. QUESTA GENTE, ANCHE SE ARMATA DI VELENO E RICORDI BRUTTI SI SONO DIMOSTASTRATI PEGGIO DEI NAZISTI O DEI TITITI DI TITO, DI CONSEGUENZA IL PANSA DOVEVA USARE IL TERMINE UCCISI E NON GIUSTIZIATI,ASSASSINI E NON GIUSTIZIERI.SEMPRE SECONDO IL MIO MODESTISSIMO PUNTO DI VISTA (PERCHE SE UNO E MIGLIORE DELL'ALTRO, SI COMPORTA IN MANIERA DIVERSA)

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Anonimo - 15/08/2004 16:03

voto 3 su 5 3

Io porto ancora i teschi sul bavero della mia camicia nera

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

forin - 06/08/2004 16:12

voto 3 su 5 3

Ho letto questo libro in ritardo, di proposito, per lasciar passare l'ondata emotiva. Concordo con chi dice che si sofferma su troppi episodi, senza entrare in dettagli, e spesso senza fare nomi di colpevoli. D'altronde se anche la giustizia ha lasciato correre, non aveva senso esporsi ora. Nel complesso però il libro dà l'idea dell'ampiezza della strage perpetrata e nascosta. Ho verificato personalmente un episodio (accaduto a Candiana, nel Veneto) parlando con un testimone oculare, e il racconto concorda con il testo scritto. Uno degli uccisi era uno degli sbandati risaliti al Nord, povero di mezzi e di spirito. Ai nostri giorni avrebbe forse ricevuto una pensione di invalidità. Cosa dire, lascio questo libro ai miei figli, perchè capiscano meglio il sangue dei giorni nostri.

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Antonio - 22/04/2004 15:57

voto 4 su 5 4

Finalmente una firma importante del giornalismo italiano che ha il coraggio di scrivere quel che soltanto una parte di italiani conosceva: le compagnie partigiane comuniste, a differenza di altri partigiani, una volta finita la guerra mostrarono la loro vera faccia compiendo atrocità e razzie degne di un'orda di barbari. Da parte mia non posso che giudicare molto positivamente questo libro.

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Un ottuso amante della realtà - 21/04/2004 20:52

voto 3 su 5 3

In questo libro c'è un pezzettino di nuda e cruda verità, e questo non è sopportabile dalla sinistra, come non è sopportabile niente che contraddica la sua fideistica dottrina; a maggior ragione per un ''compagno'', non è sopportabile la realtà dei fatti che non è certo di sinistra! Scandalizzatevi pure quindi cari ottusi vecchi compagni, la storia vi passerà sopra come ha sempre fatto, il libro di Pansa vivrà sicuramente più a lungo delle vostre vili menzogne sulla resistenza italiana.

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Anonimo - 06/02/2004 16:35

voto 1 su 5 1

E così il bravo Pansa sale in cattedra e ci dice ''adesso ve la dò io, che sono di sinistra, la vera storia della Resistenza partigiana!''. In realtà di simili professori possiamo tranquillamente farne a meno. Egli elenca una serie di episodi senza approfondire il contesto storico in cui avvennero, fa finta di dimenticare che tutto quello che è successo in un arco di tempo abbastanza limitato (uno-due anni) ha origine da un ventennio di sopraffazioni, angherie, umiliazioni, omicidi. La sua opera di revisionismo storico si colloca nella nauseante moda imperante di rifiutare la distinzione di torti e ragioni, cause ed effetti e mettere tutti i protagonisti di un periodo tragico per il nostro Paese nello stesso calderone; tutti buoni e tutti cattivi allo stesso modo. Qusto libro è una squallida operazione politico/commerciale, compiuta fiutando il vento che spira in questo periodo per accreditarsi con i nuovi padroni.

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Anonimo - 29/01/2004 12:27

voto 5 su 5 5

purtroppo non si può concludere come alessandra e dire: bisgnerebbe essere nei loro panni per giudicare. no, è inaccettabile. per fortuna non siamo nei ''loro'' panni, ma siamo obbiettivi e possiamo giudicare quelle efferate azioni. le possiamo condannare tranquillamente, perchè si tratta didelitti in gran parte non giustificati. è proprio perchè non siamo ''nei loro panni'' che si può emettere un proprio pensiero su ciò che è successo...che dire, allora, dovremmo metterci nei panni dei tedeschi in ritirata dall'italia e giustificarne le rappresaglie? no grazie. i crimini rimarranno sempre crimini. l'unica cosa è che la storia, nei confronti dei vari ''partigiani alfa'', ha emesso il proprio verdetto, ma purtroppo la sentenza è stata censurata.

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Alessandra - 07/01/2004 16:52

voto 2 su 5 2

Ho letto altri romanzi di Pansa e li ho trovati buoni o molto buoni e proprio questo mi ha spinta ad acquistare ''Il sangue dei vinti''. Non è male e condivido il pensiero dell'autore sulla necessità di dare luce a voce a una parte della storia italiana rimasta in ombra per troppo tempo; non sono d'accordo invece con chi depreca il comportamento di chi si è scagliato contro fascisti e ritenuti tali dando origine a simili episodi di violenza: dovremmo metterci nei loro panni per giudicare. Quello che non mi piace del libro è l'impostazione: il finto incontro con la bibliotecaria e il susseguirsi infinito di episodi tutti più o meno simili (senza nulla togliere alla loro veridicità e profondità); e poi Pansa che offre una bella cena all'Enoteca Pinchiorri alla signora con cui colloquia (penso il ristorante più caro d'Italia) e dice di alloggiare da sempre all'hotel Baglioni durante i suoi soggiorni fiorentifi: alla faccia!!!!!!

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Lorix7 - 05/01/2004 14:55

voto 3 su 5 3

Freddo elenco di morti fascisti e di carnefici partigiani raccontati da uno non certo di destra. Più che un libro sembra un necrologio, fa comunque meditare e ci racconta la storia analizzando anche l'altra faccia della medaglia. E non si dica mai più che i cattivi sono solo da una parte ok?

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Anonimo - 03/12/2003 09:56

voto 4 su 5 4

Dopo aver letto le altre recensioni, ed ovviamente il libro, che ritengo assolutamente interessante dal punto di vista prettamente storico, ho deciso di far notare o rimarcare alcuni particolari. La nota negativa dell'opera che mi salta subito all'occhio e' il fatto che dei fascisti o presunti tali vittime della rivalsa dei partigiani sono noti in gran parte e vengono citati i nomi e cognomi mentre per gli esecutori (mandanti o materiali) molto spesso ancora oggi si fa riferimento ai soprannomi o non vengono citati. Di conseguenza sorge un'altra domanda: ma questa gente, in sostanza assassini e delinquenti al pari se non peggio di coloro che si son permessi di giudicare a guerra finita, hanno poi potuto vivere tranquillamente la loro esistenza??? Il fatto invece che ritengo positivo e' proprio il clamore che puo' aver suscitato il libro, prova ne sono le patetiche motivazioni con cui alcuni lettori chiaramente di sinistra hanno bollato come pessima l'opera di Pansa; a mio parere questo, come altri, e' un libro che dovrebbe andare ad integrare i testi scolastici, nei quali il fascista e' sempre il cattivo e il partigiano e' sempre il buono, il salvatore. Io credo sia l'ora finalmente di far capire davvero all'italiano medio di oggi da quali macerie, da quali nefandezze di qualsiasi parte politica nasce la nostra Repubblica. Non bastera' certo la pur ottima opera dello scrittore, bisognerebbe scavare a fondo, rendere onore anche a chi e' caduto per mano di assassini sadici mascherati da eroi liberatori e rendere sopratutto giustizia ai parenti di quelle vittime. Chissa' che un giorno cio' non avvenga...

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Dancan83 - 30/11/2003 18:32

voto 5 su 5 5

Assolutamente giusto cominciare ad avere posizioni di questo tipo con il passato della sinistra, soprattutto in questo momento di cambiamento democratico a destra. La storia è la storia e a lei non sfugge nulla dopo 50 anni è giusto che tutti conoscano le verità anche sugli scheletri delle sinistre e sui quali principi della resistenza ricordiamolo è ancora, per fortuna per poco, fondata la nostra costituzione. Dovrebbero farlo leggere a scuola a professori e alunni fino a quando non entrerà nella coscinza comune di tutti che comunismo e fascismo, resistenza e repubblica sociale stanno tutte allo stesso livello, tutte con qualche torto e qualche ragione. Onore a Pansa che con il suo lavoro sta lanciando questo messaggio, pur essendo di sinistra, con libri che hanno parlato del fascismo e che oggi parlano dell'altra parte con comprovata obbiettività.

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Antonio Lenzi - 29/11/2003 12:47

voto 4 su 5 4

La descrizione particolareggiata degli eventi narrati è di grande impatto emotivo sul lettore che non ne rifiuti aprioristicamente la presa d'atto. Di grande significato si rivela la evidenziazione del trasmodarsi della rivalsa partigiana in vera e propria lotta di classe, fino a costituire ( ed è forse questo il vero messaggio dell'autore) l' antecedente storico e politico delle Brigate Rosse .

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Anonimo - 21/11/2003 19:11

voto 4 su 5 4

Leggendo il libro di Pansa, del quale non ho letto altro, mi sono posto la domanda: ''E' possibile che tutto questo sia accaduto?''. Analizzando il periodo storico mi sono accorto di aver letto e visto nei documentari tv, parte di quello che i fascisti esaltati o ''convinti'' che fossero hanno inflitto agli avversari del regime. Non mi sono mai posto la domanda, o meglio, non ho trovato, nei libri di storia, traccia di atti o fatti commessi (dopo l'8 settembre) dagli antifascisti ai ''fascisti'' o presunti tali. Con ''Il sangue dei vinti'' la curiosità di conoscere meglio i fatti, mi impone di approfondire la ricerca e conoscere altre versioni. Resta il fatto, che a distanza di oltre 57 anni, ci sono ancora persone che non capendo l'importanza della ''conoscenza'' per arrivare alla verità, fine a se stessa, si ostinano a negare l'evidenza cercando motivi di parte per nascondere la verità. Bravo Sig. Pansa e grazie.

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Andrea C. - 21/11/2003 01:10

voto 3 su 5 3

è vero che la resistenza è stata un valore, ma spesso, quando si è accecati dalla foga della vendetta (giusta o sbagliata che sia), spesso si compiono azioni feroci al pari delle azioni che sono alle origini della rabbia. Non tutti gli italiani che avevano una tessera del partito fascista si riconoscevano completamente negli ideali delle camice nere. Per poter lavorare spesso era indispensabile. Eppure la rabbia di molti partigiani dell'ultima ora si è accanita anche su chi di colpe ne aveva solo in relazione al fatto che si era adeguato al sistema dominante. Pansa aiuta a ricordare anche questo, riequilibrando la bilancia che in Italia spesso pende dalla parte che è più facile esaltare.

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

simone71 - 19/11/2003 16:08

voto 4 su 5 4

purtroppo ho letto questo libro. il senso di nausea che si prova ad ogni pagina è inquietante. capisco perchè alcuni lettori un po' troppo...''partigiani'' si lascino andare al livore contro l'autore... Lasciamo, invece, parlare questi fatti, lasciamo che si raccontino - per una volta - le sofferenze dei vinti, degli sconfitti, che hanno sì sbagliato, ma non perchè qualcuno li ha sconfitti. a quando un vero storicismo su hiroshima, su dresda, sulle colpe dei vincitori? è vero, alcuni di questi vinti compirono atrocità indimenticate, ma non per questo si deve legittimare a posteriori una tristissima e, purtroppo, davvero amara pagina della storia d'italia. forse più che il 25 aprile andrebbe festeggiato l'8 settembre: l'identità della nostra repubblica. peccato che molti media abbiano censurato, bollato e archiviato in fretta questa discussione.

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Simone. - 13/11/2003 17:44

voto 4 su 5 4

Bel libro, sbandierato come una novità, novità non è. Si era già parlato anche in passato del trattamento riservato ai fascisti dopo la fine della guerra (l'articolo di una-due settimane fa di Mario Pirani su ''La Repubblica'' lo conferma). E' innegabile che se avesse prevalso l'Italia fascista, loro si sarebbero comportati molto ma molto peggio. Dopo anni di violenze io credo sia ''normale'' quella che poi è stata la risposta; bisognerebbe mettersi nei panni delle persone dell'epoca. E' facile giudicare oggi. Allora chi si schierò con il fascismo scelse un regime violento e dittatoriale. Alla fine del libro rimane un'idea più chiara sui contrasti odierni. E' utile che la Destra non strumentalizzi questi fatti ma ammetta (come sta facendo Fini, complimenti!) che i fascisti di allora sbagliarono. Pansa mi è parso molto leggero nell'espriemere un giudizio di condanna senza immedesimarsi nell'Italia di allora. Certo, ora come ora una cosa del genere sarebbe barbara ma non dimentichiamo le ingiustizie subite precedentemente e dal livello culturale dell'epoca; fare un'analisi senza tenerne conto sarebbe stupido.

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

andrea - 13/11/2003 15:41

voto 3 su 5 3

Difficile dire se un libro su tale questione rispecchia totalmente quello che accade, certamente Pansa ha avuto coraggio. Le uccisioni ci sono state e di sicuro non furono poche. Il libro mi sembra scritto bene e con coerenza. Se fossi di destra mi interesserebbe, se fossi di sinistra ne direi male. Ma quello che conta sinistra o destra in questo caso e la storia. Sul fascismo ne sappiamo quasi troppo, meglio scrivere su quello che non ci e stato detto, o ci e stato detto male.

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Anonimo - 11/11/2003 16:50

voto 4 su 5 4

le facce della storia sono diverse...purtroppo molte facce vengono cancellate, nascoste, dimenticate....questa è l'occasione per non dimenticare da dove veniamo, in quale modo è nata la nostra storia repubblicana.....forse andrebbe letto anche nelle scuole....ma non sarà mai così. complimenti all'onestà intellettuale dell'autore.

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Arquer - 03/11/2003 17:15

voto 1 su 5 1

Un libro inutile. Un testo inutile. Un'analisi inutile. Cui prodest? E' la domanda che sorge spontanea di fronte alla rispolveratura invero un po' patetica di feroci polemiche e accuse roventi che in ben altro clima, era il 1946, avvelenarono da subito il clima post resistenziale. Ma anche una domanda che si accanisce a voler comprendere come, un giornalista di solito attento come Pansa, si sia ostinato a consultare non la''vastissima'' documentazione di cui parlano queste pagine, bensi' il consueto gruppetto sparuto di memorialistica saloina che sulla ''strage'' del dopo 25 aprile ha tentato di costruire un mito, ed una giustificazione ulteriore del supposto tradimento sbocciato il 25 luglio del '43. La verita' e' che Pansa si e' supinamente adagiato sulle sue ''fonti'' - Pisano', tanto per citarne una - cui la creazione dell'efferato quanto mai dimostrato massacro post 25 aprile e' servito ad obliare ben altre responsabilita' (vogliamo contare quanti morti e' costata la Repubblica Sociale e lo scellerato esperimento di affiancamento all'alleato nazista?)ed a suffragare una immagine di innocenza di giovani (i ''ragazzi'' di Salo'...) colpevoli solo da aver fatto la scelta sbagliata. Ma non ando' cosi'. Chi portava le teste di morto al bavero della giacca aveva gia' chiaramente fatto capire dove intendeva andare ed i cadaveri lasciati appesi agli alberi a marcire, le violenze efferate della bande paramilitari, la deportazione di ebrei (quando la finiremo di accreditare anche in questo campo l'immagine di un fascismo buono e non responsabile?) la dicevano gia' lunga a settembre del '43 - chi scelse, lo fece a ragion veduta, da una parte e dall'altra. Poi arrivo' il vento della storia che pretese il saldo dei debiti. Quanto allo strapotere dei comunisti che avevano invaso e permeato tutte le istanze del potere del dopoguerra, pregherei Pansa di andarsi a rileggere alcune sentenze dei tribunali italiani e i dati delle detenzioni per ragioni penali si', ma legate ad atti cosiddetti politici, per fare la conta tra quanti ex fascisti e quanti ex partigiani vennero effettivamente perseguiti. Una fra tutte mi basto' qualche anno fa a comprendere la realta': la sentenza di un tribunale che considero' non criminale la violenza carnale perpetrata da quattro brigatisti neri ed autorizzata dal superiore in grado ai danni di una staffetta partigiana gia' peraltro torturata dagli stessi. La chiamarono eccesso coercitivo....ed andarono tutti assolti. Insomma, non rimane che la sensazione che anche per il buon Pansa, in fondo in fondo business is business ed un buon libro capace di scatenare polemiche feroci e' un buon modo di vendere in libreria - tanto piu' con i tempi che corrono.

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Anonimo - 01/11/2003 20:56

voto 1 su 5 1

Ho letto tutto Pansa.Questo è l'ultimo. Falso e scritto male.Peggio di cosi'non poteva andare.Giampaolo che ti è successo?Quanta delusione per tutte le persone che hanno dato la vita per la libertà combattendo i fascisti. Nessuno tocchi la RESISTENZA!!!!

Il sangue dei vinti. Quello che accadde in Italia dopo il 25 aprile

Anonimo - 31/10/2003 14:26

voto 1 su 5 1

Pansa scrive bene, ma il libro è una semplice cronaca di molti fatti che andrebbero approfonditi. A onor del vero ci sono diversi riferimenti ad autori che hanno già svolto questo lavoro. L'avrei gradito anche da Pansa: meno episodi, ma più dettagliati. Inutile dire che il senso di frustrazione e di ingiustizia che pervade il lettore meriterebbe qualche nome di colpevole in più. L'impressione è che si sia voluto scavare, ma non troppo a fondo.

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