Voglio raccontare di come ho preso coscienza del mio corpo di donna adulta e di quanto ne
fossi disgustata e terrorizzata. Di quella volta che, durante uno stage, mi hanno toccato il didietro, di quando ho dovuto dare prova di me in una riunione piena di cinquantenni, e della serata di gala in cui ho sfoggiato il naso più rosso e pieno di croste che si sia mai visto. (Lena Dunham, Non sono quel tipo di ragazza)
Negli anni Venti Rosamond Lehman fece scandalo: il suo libro raccontava in modo esplicito l'impetuosa educazione sentimentale di una ragazza inglese. Qualche anno dopo, Christina Stead fu censurata per Letty Fox (1946), la storia di una giovane donna incoraggiata ad essere libera in una società che non è pronta ad accettarlo. Poi vennero Bonjour, tristesse di Françoise Sagan (1954) e Cioccolata a colazione di Pamela Moore (1956): due romanzi che scioccarono i lettori con storie di ragazze adolescenti annoiate, disinibite e "votate" agli eccessi. Era il 1963 quando Sylvia Plath pubblicò La campana di vetro, mettendo a nudo il disagio e la depressione femminile in una società americana impermeabile a qualsiasi sentire diverso dal perbenismo dei modelli imposti. Con gli anni Settanta sono arrivate le storie più battagliere per l'emancipazione. Sono quelle scritte, tra le altre, da Oriana Fallaci, Erica Young, Lidia Ravera. Oggi molti aspetti del femminismo di qualche anno fa sono superati. Come scrive la brillante e irriverente Caitlin Moran, parlare di donne riguarda anche problemi più banali e quotidiani, come la masturbazione, la depilazione, le micro-mutandine, l'irresistibile attrazione per il cioccolato, le borsette da mille euro e le tette rifatte.
Libri: Approfondimenti e Curiosità