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Giorno della Memoria: i libri da leggere per non dimenticare

Già i nazisti avevano capito che si sarebbe giocato tutto con la memoria.
“In qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l’abbiamo vinta noi”: così le SS ammonivano i prigionieri, ricorda Simon Wiesenthal in Gli assassini sono tra noi. “Nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma se anche qualcuno scampasse, il mondo non gli crederà. Forse ci saranno sospetti, discussioni, ricerche di storici, ma non ci saranno certezze, perché noi distruggeremo le prove insieme a voi. E quando anche qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti.”
Mangiare, tornare a casa, raccontare: questi i sogni più ricorrenti nelle notti dei prigionieri. Il loro incubo più tremendo, però, era vedere il parente, l’amico, la persona cara distogliere lo sguardo. Non essere creduti, anzi, neppure ascoltati. Tanto enorme è quanto avvenuto dietro i cancelli dei Lager che chi se li è lasciati alle spalle – le vittime, spesso, non meno degli oppressori – vi ha reagito cercando l’oblio.
“Chi è stato ferito rimuove il ricordo per non rinnovare il dolore; chi ha ferito ricaccia il ricordo nel profondo per liberarsene, per alleggerire il suo senso di colpa”, scrive Primo Levi nel suo I sommersi e i salvati. Eppure oppressi e oppressori non sono intercambiabili.
Molti hanno letto la poesia con cui si apre Se questo è un uomo. Pochi ricordano il titolo che l’autore le diede. Shemà: “ascolta”.

Un mondo senza ebrei. L'immaginario nazista dalla persecuzione al genocidio, di Alon Confino  

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«Un intero universo di significati va perduto se si assumono l'ideologia razziale, l'escalation bellica e la burocrazia dello sterminio come categorie dominanti nella spiegazione dell'Olocausto. E questo perché la domanda "Come mai i nazisti bruciarono la Bibbia ebraica?" richiede un'immaginazione che sappia cogliere cultura, sensibilità e memoria storica del popolo tedesco.» Nel fissare l'obiettivo di questo suo documentatissimo saggio, Alon Confino inaugura un nuovo filone di ricerca nella pur vasta e variegata letteratura sulla Shoah, basato sul presupposto che la «soluzione finale», incarnata da Auschwitz nella prima metà degli anni Quaranta, sia stata anticipata e resa possibile dalla narrazione messianica e rivoluzionaria elaborata dai nazisti dopo l'ascesa di Hitler al potere nel gennaio 1933. 

Le testimonianze dei sopravvissuti Scorri lo scaffale

La Seconda guerra mondiale nei romanzi 10 romanzi ambientati in tempi di guerra

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Gli orrori della guerra alla portata dei ragazzi Altri libri

Il diario perduto del nazismo di Robert K. Wittman Tutti

Nell'aprile del 2013, Robert Wittman, ex agente dell'FBI con grande esperienza nel recupero di reperti storici, ha ritrovato il diario di Alfred Rosenberg, il filosofo tedesco conosciuto come il padre dell'ideologia nazista e membro di spicco della ristretta cerchia di Hitler. Un documento unico e prezioso, ricco di riflessioni, conversazioni e progetti condivisi con il Führer, che aveva nominato Rosenberg capo ad interim del partito nazista, quando nel 1923 era stato arrestato per un fallito colpo di stato. Per anni studiosi di tutto il mondo e fanatici dell'ideologia nazista gli hanno dato inutilmente la caccia, finché Robert Wittman, dopo lunghe e faticose ricerche, lo ha riportato alla luce.

Il razzismo è una brutta storia I titoli per approfondire

Il tema razzismo è sempre tra noi e di spunti per parlarne ce ne sempre tanti. A cominciare dalla nuova circolazione del Mein Kampf, il libro "manifesto" scritto da Adolf Hitler: il 31 dicembre del 2015 sono cessati i diritti in mano allo Stato federato di Baviera che ne vietavano la libera pubblicazione in Germania e il testo è dicentato uno dei più venduti in Germania. Nel ricordare a cosa il razzismo ha portato, non può mancare qualche suggerimento libresco per imparare ad accettare e ad accogliere chi è diverso da sé.

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Primo Levi, Se questo è un uomo  

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Voi che vivete sicuri /nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera / il cibo caldo e i visi amici:
considerate se questo è un uomo, / che lavora nel fango,
che non conosce pace, / che lotta per mezzo pane,
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna, /senza capelli e senza nome,
senza più forza di ricordare, / vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno. 
Meditate che questo è stato: / vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore, / stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi; / ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa, / la malattia vi impedisca, / i vostri nati torcano il viso da voi. 

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