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Dance dance dance

by Haruki Murakami
pubblicato da Einaudi

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E' un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, A. D. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees, Eagles... Uno strano mondo, dove tutto - o quasi - si può comprare. Cosi, per chi non ha voluto, o saputo, cogliere l'attimo e tuffarsi nell'ingranaggio, le strade che rimangono sono tutte un po' tortuose. Il protagonista, un giornalista freelance costretto dalle circostanze a improvvisarsi detective, si muove tra cadaveri veri e presunti attraverso una Tokyo iperrealistica e notturna, una Sapporo resa ovattata da una nevicata perenne e la tranquillità illusoria dell'antica cittadina di Hakone. Una giovane ragazza dotata di poteri paranormali lo accompagna nella sua ricerca. Ma troviamo anche una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto, a Honolulu, dove sei scheletri guardano la televisione. Esiste un collegamento fra tutte queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento. L'unico modo per trovarlo è non avere troppa paura, e un passo dopo l'altro continuare a danzare.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi stranieri

Editore Einaudi

Collana Super ET

Formato Tascabile

Pubblicato 18/03/2013

Pagine 485

Lingua Italiano

Titolo Originale Dansu dansu dansu

Lingua Originale Giapponese

Isbn o codice id 9788806216696

Traduttore G. Amitrano

4 recensioni dei lettori  media voto 4  su  5
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Dance dance dance librisenzagloria

Libri Senza Gloria Blog Pop Nerd - 06/10/2018 15:03

voto 3 su 5 3

In Dance Dance Dance (1988) a danzare è un giovane anonimo e allo sbando. Porta al polso lorologio di Topolino (segnale caratteristico del ben più esperto investigatore Robert Langdon e arcinemesi degli Illuminati), guida una Subaru e trascorre il tempo leggendo la biografia di Jack London. Per lavoro fa il giornalista freelance (scrive riempitivi per pochi spiccioli) e sua moglie lha mollato da poco. Inoltre nessuno capisce mai quando parla se scherza o se è serio: caratteristica, questa, che ce lo rende immediatamente simpatico. Non è un caso comunque che questo romanzo sia il sequel proprio di Nel segno della pecora (1982), sempre a firma di Murakami (Il protagonista è lo stesso), e che prendeva le mosse dalle fotografie scandagliate nel Blow-Up (1966) di Michelangelo Antonioni. Ritrovandosi nei panni del triste valutatore di ristoranti (non proprio il cinico assaggiatore di Ratatouille) lascia Tokyo e torna a Sapporo. Qui cerca lAlbergo del Delfino nel quale aveva trascorso quattro anni della sua vita insieme a una squillo di lusso. Lei si chiama Kiki (lo scandaloso film Kiki & i segreti del sesso è uscito al cinema circa trentanni dopo) e il giovane lha casualmente rivista nel film Un amore a senso unico mentre (nella finzione) va letto con il suo ex compagno di scuola e ora attore belloccio Gotanda. Anni prima il protagonista aveva conosciuto Kiki perché doveva scrivere un articolo sulle orecchie femminili e (improvvisamente) le si era rivelato il bellissimo orecchio di Kiki ricordate lorecchio che mette in moto Velluto blu (1986) di David Lynch? Okay, ricordate e mettete lappunto da parte. Kiki è scomparsa, lAlbergo del Delfino è diventato il magnifico Delphin Hotel e lo squallido quartiere di un tempo si appresta (grazie a speculazioni edilizie e politiche) a essere rilanciato in grande stile. La sua nuova receptionist con gli occhiali pare però incarnare il precedente spirito dellAlbergo: di cognome fa Yumiyoshi e per loro (giapponesi)) è un cognome strano (noi fingiamo di conoscere la lingua e fingiamo di credere). A proposito, sullascensore del Delphin Hotel spesso va via la luce e si entra come in una dimensione fantasma dove è possibile incontrare luomo pecora e lo scimmione che ti addormenta a forza di martellate sulla testa. Per farla breve, Lynch prima di Lynch! Nel nuovo albergo, grazie a una convergenza di gusti musicali, il giovane trentaquattrenne fa la conoscenza della tredicenne Yuki (che significa Neve). Lei è unadolescente dimenticata, come di consueto, dalla madre (Ame, che significa Pioggia), famosa e sbadata fotografa sempre in viaggio alla quale capita sovente di perdersi la figlia per strada. Come il protagonista è abbandonato dalla moglie, Yuki lo è dai genitori e questi fatti, oltre che avvicinarli, li esaltano a stendardi del tema della perdita tanto caro a Murakami. Il giornalista si offre riaccompagnare Yuki a casa e scopre che il papà di Yuki è lo scrittore Makimura Hiraku: non è troppo difficile vederci un alter ego dellautore per via del mestiere e dellanagramma nascosto nel nome. Solo che lo stesso autore non gli rende giustizia: oltre che brutto, Makimura è un uomo pratico (gioca a golf), paga sempre i suoi debiti (proprio come i Lannister) ed è sempre seguito da uno scodinzolante assistente omosessuale (Venerdì)...

Dance dance dance fabioresti

fabioresti - 29/04/2015 11:48

voto 4 su 5 4

Murakami provoca sempre sentimenti in chi lo legge. Come al solito anche le recensioni sono piene di parole ricercate per voler esprimere il concetto. Ma è solo da leggere e ricavare ciò che si vuole, non provare a spiegarlo.

Dance dance dance vito.ricco

Vito Ricco - 07/10/2013 14:11

voto 5 su 5 5

Questo romanzo di Murakami è sicuramente tra i meno onirici della sua intere bibliografia,composta principalmente da racconti pieni di significato ma sempre raccontati con metafore dell'assurdo.Togliendo pochi elementi, questo è un romanzo molto concreto,sull'amore e sulle cose perdute, sui fantasmi che ci assillano e sul potere dell'amicizia senza età, tralasciate quei pochi fantasmi che il personaggio del romanzo incontra per strada, il resto del racconto è la vita e tutto quello che vi gravita intorno!!

Dance dance dance charlieln

charlieln - 23/05/2013 14:18

voto 5 su 5 5

Il mondo di Murakami Haruki è un universo borderline, nel quale tutto appare normale finché un particolare infinitesimale viene a sconvolgere lo stato delle cose. Allora, al potenza della surrealtà ci destabilizza al punto da farci dubitare su cosa è vero oppure no. Pi che da leggere, Murakami è da imparare.

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