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Nel dibattito pubblico italiano l'apparato simbolico del discorso ostile alla genetica e alla biomedicina contemporanee si fonda sull'impiego polemico di accezioni fortemente negative della parola «eugenetica». Si tratti di diagnosi prenatale, fecondazione assistita o terapia genica, è sempre questa parola-tabú a comparire. E ad accompagnarla è, il piú delle volte, il riferimento a uno specifico contesto storico: il nazismo. In tale discorso stigmatizzante l'eugenetica viene presentata come una forma di «pseudoscienza reazionaria, razzista e antisemita», fonte di violenza e discriminazioni. Ma spesso una reale definizione è del tutto assente. In forte contrasto con tale banalizzazione, negli ultimi trent'anni la storiografia ha definito un quadro sempre piú complesso dell'eugenetica nel Novecento. Alla luce di questi sviluppi il libro ragiona sull'uso pubblico del concetto di «eugenetica», per decostruire le ambiguità semantiche, spesso strumentali, legate all'adozione del termine nel dibattito politico-culturale italiano.

Dettagli

Generi Scienza e Tecnica » Argomenti d'interesse generale » Opere generali

Editore Einaudi

Formato Ebook con Adobe DRM

Pubblicato 26/05/2015

Lingua Italiano

EAN-13 9788858419915

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Eugenetica senza tabú
 

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