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Gli sdraiati
Gli sdraiati

Gli sdraiati

Michele Serra
pubblicato da Feltrinelli

Prezzo online:
12,00
Prodotto acquistabile con Carta del Docente e 18App
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Forse sono di là, forse sono altrove. In genere dormono quando il resto del mondo è sveglio, e vegliano quando il resto del mondo sta dormendo. Sono gli sdraiati. I figli adolescenti, i figli già ragazzi. Michele Serra si inoltra in quel mondo misterioso. Non risparmia niente ai figli, niente ai padri. Racconta l'estraneità, i conflitti, le occasioni perdute, il montare del senso di colpa, il formicolare di un'ostilità che nessuna saggezza riesce a placare. Quando è successo? Come è successo? Dove ci siamo persi? E basterà, per ritrovarci, il disperato, patetico invito che il padre reitera al figlio per una passeggiata in montagna? Fra burrasche psichiche, satira sociale, orgogliose impennate di relativismo etico, il racconto affonda nel mondo ignoto dei figli e in quello almeno altrettanto ignoto dei "dopopadri". "Gli sdraiati" è un romanzo comico, un romanzo di avventure, una storia di rabbia, amore e malinconia. Ed è anche il piccolo monumento a una generazione che si è allungata orizzontalmente nel mondo, e forse da quella posizione riesce a vedere cose che gli "eretti" non vedono più, non vedono ancora, hanno smesso di vedere.

La nostra recensione

Generazioni a confronto nel nuovo romanzo di Michele Serra, in cui si materializza lo scontro generazionale tra Giovani e Vecchi anche attraverso la Grande Guerra Finale che nel 2054 porterà allo scontro epocale e, si spera, risolutivo con l’immancabile eroe che non può che chiamarsi Brenno Alzheimer, intellettuale decrepito ma autorevole, animato da una malcelata simpatia per i giovani e il loro futuro. Naturalmente Brenno Alzheimer è Michele Serra. Questo è, diciamo, il nucleo ironico sarcastico umoristico del libro, per altro imperniato sul rapporto di Serra con il figlio adolescente, difficile ma non impossibile o, per restare nello spirito del libro, sarebbe forse meglio dire impossibile ma non difficile. Il libro è pervaso da un senso di liberazione e di energia soprattutto perché alla fine non c’è un vincitore, né era intenzione di Serra decretarlo, nonostante la finzione fantascientifica della guerra. Un senso liberatorio che si manifesta negli episodi del romanzo: una vendemmia boicottata dal lungo sonno dei giusti (e sdraiati), un’intricata e allucinata battuta di shopping in un negozio di felpe, il grottesco scambio d’idee con il tatuatore del figlio e la salvifica passeggiata in montagna; il sogno del padre di condividere quell’orizzonte sublime con il figlio, di trasmettergli una scoperta, una gioia già provata. È bella la sensazione che si prova durante la lettura, che in sostanza è quella di sapere che non ci sono colpe da distribuire, né sensi di colpa da risolvere; c’è però il sentire comune e universale dell’identità o, se vogliamo, dei ruoli che prima o poi siamo chiamati ad assumere per scelta o per sorte. Padri e figli si somigliano nella loro unicità perché i percorsi che fanno sono gli stessi e perché i padri spesso non ricordano di esserci già passati, a modo loro ovviamente, e i figli ancora non sanno che, a modo loro ovviamente, dovranno pur passarci.
Antonio Strepparola

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Feltrinelli

Collana I narratori

Formato Brossura

Pubblicato 19/10/2013

Pagine 108

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788807018343

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