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L'inganno della seduzione
L'inganno della seduzione

L'inganno della seduzione

by Marina Di Guardo
pubblicato da Nulla Die

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La solita mattina umida e nebbiosa. La stazione affollata di pendolari, il treno sporco e fatiscente, la corsa per un posto a sedere. Tutto come da copione. Ma per Giorgia quel giorno sarà diverso da tutti gli altri. Conoscerà, in circostanze drammatiche, Angelo, un trans gender siciliano, lontano da lei anni luce ma inaspettatamente simile per vissuto e attitudini. L'incontro cambierà entrambi: faccia a faccia, come davanti a uno specchio, saranno costretti a fare i conti con le comuni nevrosi. Prima fra tutte la compulsiva necessità a sedurre, foriera di illusioni e fallimenti. Insieme, dopo dolorose scoperte e celati ricordi, raggiungeranno una maggiore consapevolezza di se stessi e dei propri autentici bisogni. Fino all'inaspettato epilogo che cambierà per sempre le loro scelte di vita.

Dettagli

Generi Romanzi e Letterature » Romanzi italiani

Editore Nulla Die

Collana Lego narrativa

Formato Brossura

Pubblicato 23/02/2012

Pagine 234

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788897364283

2 recensioni dei lettori  media voto 1  su  5
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L'inganno della seduzione

Anonimo - 03/05/2012 22:15

voto 0 su 5 1

L'opera prima di Marina del Guardo, fin dalle prime pagine procede in modo scorrevole fino ad arrivare, tutto d'un fiato, alla conclusione. Un fluire di parole ed immagini e personaggi che pian piano diventa sempre più intrigante e coinvolgente. Meticolosa nella descrizione dei suoi personaggi, e nello sviluppo dell'impianto del romanzo, riesce a toccare anche temi, non facili da affrontare, con sapiente delicatezza. Come ammesso dall'autrice, parte dello sviluppo narrativo trova solide fondamenta sulla descrizione di luoghi, persone e situazioni vissuti in prima persona durante un viaggio o nell'infanzia trascorsa in Sicilia, piuttosto che nel noioso tran-tran di un pendolare che quotidianamente lascia la calda tranquillità della provincia per la fredda frenesia della città. E' proprio su treno che la storia prende i suoi connotati di romanzo. Qui il personaggio principale, Giorgia entra in contatto con Angelo un transgender e prende atto di un mondo a lei in gran parte sconosciuto. Un mondo di segregazione volontaria o coatta, dove le fragilità caratteriali di Angelo ed alcuni momenti di diffidenza da parte di Giorgia rendono inizialmente difficile la creazione di un rapporto di amicizia. Nello sviluppo di questo rapporto, Marina riesce a trasmettere emozioni ed immagini molto belle, a volte forti a volte dolci, riuscendo sempre a mantenere lo svolgimento della storia nei giusti binari. La scrittrice ha una capacità innata di descrivere i personaggi in maniera talmente intima e psicologica, che alla fine ci risultano familiari. “L'inganno della seduzione” è un romanzo travolgente fino all'ultima pagina, un libro dove la quotidianità si fonde alla perfezione con qualcosa che sembra essere molto distante dalle nostre esistenze “tradizionali”.

L'inganno della seduzione

Anonimo - 02/04/2012 21:51

voto 1 su 5 1

Come ho già espresso su altri Spazi Web (YouTube, Fb e via discorrendo), vorrei poter esprimere anche qui ciò che penso sulla nuova uscita di un "libro" in cui l'autrice, senza alcuna conoscenza in merito al Transgnderismo e/o al Transessualismo, ha deciso di romanzare la storia di una persona transgender. Che azzardo Signora Marina Di Guardo, mi scusi se mi permetto! Ecco, come generare ulteriore confusone su di una realtà ancora oggi non compresa appieno! Intanto credo che una "scrittrice" che parta scrivendo “UN transgender”, riferendosi ad una persona xy (biologicamente maschio), sebbene per continuità (così ha deciso l'autrice...che non sa minimamente cosa significa vivere sulla propria pelle tale condizione) abbia deciso di farsi chiamare “Angelo” (anche se di fatto porta abiti ed ha atteggiamenti femminili rispetto a quello che poi è il suo genere di appartenenza), beh, a mio avviso stia già partendo con il piede sbagliato!!! Al massimo si tratta di UNA transgender: già questa cosa credo la dica molto lunga! Quando parliamo di Transessualismo e/o di Transgenderismo, parliamo di realtà troppo delicate e ancora oggi stigmatizzate, per questo motivo andrebbero prese con le adeguate pinze. Mai come negli ultimi tempi si è parlato così tanto di Transessualismo e/o di Transgenderismo, peccato che non sempre se ne parli nella maniera più consona. Ecco, ho la netta sensazione che spesso tali condizioni vengano un pò strumentalizzate per i propri scopi‿come si suol dire: per riempire il proprio portafoglio!!! In ogni caso, non si può parlareï» di certi argomenti senza nemmeno avere le basi per poterlo fare! Parlo da persona transessuale, che vive sulla propria pelle ciòï» che, ahimè, molti raccontano per sentito dire! Proprio perchè si sta parlando di una condizione ancora oggi profondamente stigmatizzata, sono sempre più convinto che non sia ancora arrivato il momento giusto per poterla romanzare; come dire: cercare di battere su di un dente che ancora duole, beh, non mi sembra proprio una azione così intelligente. Inizialmente ammetto che non avevo approfondito la lettura, ma quando poi l'ho fatto mi sono arrabbiato come non mai (e chi mi conosce sa quanto sia difficile farmi arrabbiare). Sono arrivato all'ottava pagina e non ci potevo credere. Senza girarci troppo attorno, ecco il pezzo sul quale mi vorrei soffermare: "Non riesce a capire, di primo acchito, se è un uomo o una donna. Un leggero trucco sul viso la inganna, al primo sguardo. Poi, dopo un osservazione più attenta, nota altri particolari come la presenza del pomo d'Adamo, l'insolita grandezza delle mani curatissime e i lineamenti piuttosto marcati. Non le sfuggono gli occhi, di un azzurro intenso e poco comune, grandi e allungati. La bocca, truccata discretamente con del lucidalabbra, è carnosa ed evidente. I capelli, neri e lucidissimi, arrivano fino alle spalle. L'abbigliamento, semplice e casual, è costituito da una camicia bianca e un jeans sbiadito. "Il solito trans in trasferta a Milano dalla provincia - riflette - in cerca di clienti e di fortuna." Bene, non aggiungo altro perchè "quel uomo-donna" (nel pezzo successivo) basta e avanza per farvi capire che la persona che sta scrivendo non sa nulla (ma proprio nulla) di Transessualismo e/o Transgenderismo. Io dico: ci sono così tanti personaggi e contesti di fantasia sui quali costruire e plasmare delle storie ma, porca miseria, perchè usare proprio la figura di una persona trans* che, grazie alla nostra società, ha già un bel fardello sulle spalle da portare avanti tra pregiudizi e luoghi comuni? Poi che tristezza, sempre LA SOLITA MORBOSA CURIOSITÀ: "E' UOMO O DONNA?" Per continuare a leggere l'articolo: http://www.lametamorfosiftm.com/2012/03/linganno-della-seduzione-o-linganno.html

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