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La guerra dei nostri nonni

Aldo Cazzullo
pubblicato da Mondadori

Prezzo online:
6,99

La Grande Guerra non ha eroi. I protagonisti non sono re, imperatori, generali. Sono fanti contadini: i nostri nonni. Aldo Cazzullo racconta il conflitto '15-18 sul fronte italiano, alternando storie di uomini e di donne: le storie delle nostre famiglie. Perché la guerra è l'inizio della libertà per le donne, che dimostrano di poter fare le stesse cose degli uomini: lavorare in fabbrica, guidare i tram, laurearsi, insegnare. Le vicende di crocerossine, prostitute, portatrici, spie, inviate di guerra, persino soldatesse in incognito, incrociano quelle di alpini, arditi, prigionieri, poeti in armi, grandi personaggi e altri sconosciuti.
Attraverso lettere, diari di guerra, testimonianze anche inedite, La guerra dei nostri nonniconduce nell'abisso del dolore: i mutilati al volto, di cui si è persa la memoria; le decimazioni di innocenti; l'«esercito dei folli», come il soldato che in manicomio proseguiva all'infinito il suo compito di contare i morti in trincea; le donne friulane e venete violentate dagli invasori; l'istituto degli «orfani dei vivi», dove le mamme andavano di nascosto a vedere i «piccoli tedeschi» che erano pur sempre loro figli.
Ma sia le testimonianze di una sofferenza che oggi non riusciamo neppure a immaginare, sia le tante storie a lieto fine - come quelle raccolte dall'autore su Facebook - restituiscono la stessa idea di fondo: la Grande Guerra fu la prima sfida dell'Italia unita; e fu vinta.
L'Italia poteva essere spazzata via; dimostrò di non essere più «un nome geografico», ma una nazione. Questo non toglie nulla alle gravissime responsabilità - che il libro denuncia con forza - di politici, generali, affaristi, intellettuali, a cominciare da D'Annunzio, che trascinarono il Paese nel grande massacro. Ma può aiutarci a ricordare chi erano i nostri nonni, di quale forza morale furono capaci, e quale patrimonio portiamo dentro di noi.

La nostra recensione

L’ultimo “nonno” della Grande Guerra se n’è andato nel 2005 a110 anni; si chiamava Carlo Orelli. L’ultima voce che poteva raccontare anche con gli occhi s’è spenta e ora restiamo solo noi “figli, nipoti e pronipoti” a raccontare il grande massacro in cui fu travolta un’intera generazione. Aldo Cazzullo non la vuole raccontare “da vincitore” e nemmeno “da storico” - battaglie, spostamenti, trincee, tattiche - ma lo fa “da nipote”, recuperando nella massa enorme di testimonianze le voci, i silenzi, i colori, le emozioni, le lacrime dei fanti che combatterono e di coloro - fratelli, padri, madri, moglie, sorelle, fidanzate - che a casa ne aspettavano il ritorno o la notizia della morte per una scheggia di granata, per una pallottola, per il tifo, per la fame nei campi di prigionia, ma che intanto si davano da fare. Ecco perché questo libro oltre a una storia di uomini in armi è anche una storia di donne, non solo di quelle che a vario titolo (spie, crocerossine, prostitute) andarono al fronte ma anche, e soprattutto, di quelle che sostiturono gli uomini nei campi, nelle fabbriche, nelle officine e tennero in piedi la casa. Un libro sulla guerra - e anche su una guerra crudele e atroce quant’altre mai quale fu questa - non può comunque essere un libro solo di sangue, ma deve sapere soprattutto essere un libro di parole, di sussurri e grida, di lacrime e pianti, di sogni e ricordi: questo è il grande pregio del libro di Cazzullo, nel restituire a noi, orfani di quei nonni lontani, tutta la pienezza della loro vita.

 Antonio Strepparola

Dettagli

Generi Storia e Biografie » Olocausto, Genocidi e Pulizia etnica » Storia militare » Storia: specifici argomenti

Editore Mondadori

Formato Ebook con Adobe DRM

Pubblicato 07/10/2014

Lingua Italiano

EAN-13 9788852056826

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