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Responsabilità e disagio. Una ricerca empirica sugli adolescenti piemontesi
Responsabilità e disagio. Una ricerca empirica sugli adolescenti piemontesi

Responsabilità e disagio. Una ricerca empirica sugli adolescenti piemontesi

by M. Loretta Tordini - Roberto Trinchero
pubblicato da Franco Angeli

25,50
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Quante volte avete sentito dire che gli adolescenti di oggi sono svogliati, apatici, egoisti, chiusi nel loro privato, disinteressati allo studio, irascibili, inclini alla violenza, poco responsabili, "bamboccioni"? Ma è proprio vero tutto questo? Il volume presenta gli esiti di una ricerca empirica presso quattro istituti superiori piemontesi che ha coinvolto più di 2100 studenti. La ricerca ha fatto emergere atteggiamenti verso la "sfera pubblica", la scuola, i docenti, i pari, se stessi, ponendo i ragazzi di fronte a numerose situazioni problematiche nelle quali essi hanno dovuto operare delle scelte non scontate tra posizioni alternative, ciascuna delle quali portatrice di determinati insiemi di valori di fondo. Gli esiti sono stati commentati da un osservatore "esterno" alle scuole e da numerosi osservatori "interni": gli insegnanti che quotidianamente interagiscono con i ragazzi e ne seguono l'evoluzione. Il metodo di rilevazione e la "doppia lettura" dei risultati hanno consentito al gruppo di ricerca di disegnare uno spaccato dell'adolescenza odierna in grado di superare rappresentazioni parziali e facili stereotipi.

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Responsabilità e disagio. Una ricerca empirica sugli adolescenti piemontesi vikixx92hotmailit

Vittoria Brunelli - 29/05/2015 12:43

voto 3 su 5 3

Quante volte abbiamo sentito dire che gli adolescenti sono apatici, svogliati, insoddisfatti per le attività svolte, poco responsabili, inclini alla violenza? Ma è vero tutto questo? Roberto Trinchero, nel secondo capitolo del testo, introduce le differenze tra la società dei ragazzi e quella degli adulti e le difficoltà che le caratterizzano. Il passaggio alletà adulta è un momento in cui il ragazzo si trova a far convivere e cambiare gradualmente valori, norme, modelli, abitudini, stili di vita tipici della società dei ragazzi con i corrispondenti della società degli adulti. Il soggetto quando cresce si trova esposto a delle pressioni che spesso sono contrastanti. Da una parte queste provengono dalla società dei ragazzi, dallaltra invece dalla società degli adulti, che gli chiedono di responsabilizzarsi, ma poi gli forniscono dei messaggi opposti che conducono alla deresponsabilizzazione. Un atteggiamento seduttivo (inteso come portare a sé, se-ducere) è un esempio di deresponsabilizzazione perché mira a tenere a sé il bambino il più a lungo possibile, privandolo della sua personalità. Al contrario, un atteggiamento educativo (inteso come portare fuori, e-ducere) è basato sul dare dei limiti, ma anche delle responsabilità crescenti. Queste pressioni e messaggi contrastanti possono essere la causa di un disorientamento nel percorso di responsabilizzazione che può sfociare in disagio, inteso come stato di malessere, comportamento trasgressivo e condotta autolesiva. In questo testo gli autori hanno condotto una ricerca empirica su 2156 ragazzi di sei istituti piemontesi diversi. Lobiettivo dellindagine è quello di descrivere le caratteristiche degli adolescenti che manifestano atteggiamenti di possibile disagio e rilevare relazioni significative tra le variabili suddette e tali atteggiamenti. Gli indicatori di disagio si manifestano secondo modalità differenti: per età, genere, contesti abitativi differenti, scuola frequentata, considerazioni diverse riguardo al proprio insuccesso scolastico. Lindagine, svolta attraverso un questionario on line compilato nelle scuole, ha chiesto ai ragazzi di confrontarsi con 24 situazioni problematiche legate alla loro vita quotidiana e di prendere una posizione tra due scelte alternative: una posizione di disagio ed una di responsabilità, cioè affrontare con sicurezza e maturità i problemi. I risultati emersi dalla ricerca rivelano che il disagio esiste, ma è un fenomeno contenuto che riguarda il 16% dei soggetti indagati. Ritengo che questo libro vada letto perché fa capire come spesso siano i genitori e la società stessa degli adulti a non responsabilizzare gli adolescenti giustificandoli e fornendo loro delle scuse. Per esempio, le cause degli insuccessi scolastici al giorno doggi non vengono più ricercate nello studente, come un tempo, ma quasi interamente negli insegnanti e nellorganizzazione scolastica. Educare significa tirare fuori il meglio del ragazzo, responsabilizzandolo e portandolo a comportarsi in maniera più matura, assolvendo i propri compiti di sviluppo. Vittoria Brunelli

Responsabilità e disagio. Una ricerca empirica sugli adolescenti piemontesi debora.cardinali

debora.cardinali - 28/05/2015 17:45

voto 3 su 5 3

Questo libro,scritto da Roberto Trinchero e Maria Loretta Tordini,è un saggio in cui viene esposta la ricerca effettuata nel 2011,fra gli adolescenti piemontesi dai 14 ai 19 anni,in merito al tema della responsabilità e il disagio. Sono stati quindi indagati i rapporti che tali giovani(campione di 2156) avevano con la scuola,con la loro famiglia,con la società,con il gruppo dei pari,per comprendere il contesto umano con cui si rapportano ogni giorno. L'obbiettivo non era semplicemente conoscitivo in merito ai punti di criticità ,ma voleva cogliere gli aspetti più cruciali per poi comprenderli e superarli;inoltre conoscere i punti di forza e potenziarli. Il campione avrebbe dovuto rappresentare un quadro realistico dei Giovani del 2011,ma poiché non è stato scelto secondo criteri di rappresentatività,i risultati non possono essere estesi in maniera automatica. Nel primo capitolo,M.L.Tordini contestualizza l'indagine presentata affrontando alcuni aspetti quali: la globalizzazione,i media,l'era delle tecnologie(Facebook,Twitter,...),i cambiamenti politici,il rapporto genitori-figli,le divergenze tra giovani ed adulti,dal PIL al BIL. Nel secondo capitolo invece Trinchero descrive le varie fasi della ricerca:il quadro teorico,le ipotesi e la tecnica di rilevazione dei dati. Lo strumento utilizzato è un questionario somministrato online all'interno della scuola,in cui il disagio era stato operazionalizzato in precedenza in 24 fattori;ciascun item indicava una storia e presentava così una posizione di disagio e una di responsabilità:il soggetto era così invitato a schierarsi. I risultati sono stati poi raggruppati in sette nodi problematici: il dovere degli adulti nel non ragionare per stereotipi e nel non rinunciare ad educare,il promuovere una nuova professionalità dei docenti,il diritto dei ragazzi di non crescere nella casa dei fantasmi(richiamo per le famiglie alla responsabilità) e il dovere degli stessi a non essere loro dei fantasmi/alieni,il"dovere"di tutti di fare squadra e di non separare la"società dei ragazzi"e la"società degli adulti". Il terzo capitolo,curato dagli insegnati e dai dirigenti delle scuole che hanno partecipato all'indagine,presenta la restituzione a queste scuole dei dati ottenuti: anche gli stessi ragazzi sono di nuovo protagonisti,poiché partecipano alla discussione delle tematiche emerse. Nell'appendice infine viene illustrata,per comprendere meglio il contesto,l'offerta formativa di una scuola partecipante. Un saggio sia per insegnanti o coloro che sono a contatto ogni giorno con i ragazzi,sia per studenti dai 14 anni in su. Il libro offre al lettore un'ampia visione del contesto in cui un odierno adolescente cresce,forma la propria istruzione e la propria identità. Si rivolge sia al mondo degli adulti sia a quello dei ragazzi,in quanto cerca di fornire una prospettiva di vicinanza tra due mondi che troppo spesso oggi viaggiano separati ;una chiave per far si che la consapevolezza e la responsabilizzazione di entrambi possa giovare alla Scuola in primis e poi anche alla Società.

Responsabilità e disagio. Una ricerca empirica sugli adolescenti piemontesi vikixx92hotmailit

Vittoria Brunelli - 20/05/2015 17:18

voto 3 su 5 3

Società dei ragazzi e società degli adulti: tanto diverse da generare disagio? Quante volte abbiamo sentito dire che gli adolescenti sono apatici, svogliati, insoddisfatti per le attività svolte, poco responsabili, inclini alla violenza? Ma è vero tutto questo? Roberto Trinchero, nel secondo capitolo del testo, introduce le differenze tra la società dei ragazzi e quella degli adulti e le difficoltà che le caratterizzano. Il passaggio alletà adulta è un momento in cui il ragazzo si trova a far convivere e cambiare gradualmente valori, norme, modelli, abitudini, stili di vita tipici della società dei ragazzi con i corrispondenti della società degli adulti. Il soggetto quando cresce si trova esposto a delle pressioni che spesso sono contrastanti. Da una parte queste provengono dalla società dei ragazzi, dallaltra invece dalla società degli adulti, che gli chiedono di responsabilizzarsi, ma poi gli forniscono dei messaggi opposti che conducono alla deresponsabilizzazione. Un atteggiamento seduttivo (inteso come portare a sé, se-ducere) è un esempio di deresponsabilizzazione perché mira a tenere a sé il bambino il più a lungo possibile, privandolo della sua personalità. Al contrario, un atteggiamento educativo (inteso come portare fuori, e-ducere) è basato sul dare dei limiti, ma anche delle responsabilità crescenti. Queste pressioni e messaggi contrastanti possono essere la causa di un disorientamento nel percorso di responsabilizzazione che può sfociare in disagio, inteso come stato di malessere, comportamento trasgressivo e condotta autolesiva. In questo testo gli autori hanno condotto una ricerca empirica su 2156 ragazzi di sei istituti piemontesi diversi. Lobiettivo dellindagine è quello di descrivere le caratteristiche degli adolescenti che manifestano atteggiamenti di possibile disagio e rilevare relazioni significative tra le variabili suddette e tali atteggiamenti. Gli indicatori di disagio si manifestano secondo modalità differenti: per età, genere, contesti abitativi differenti, scuola frequentata, considerazioni diverse riguardo al proprio insuccesso scolastico. Lindagine, svolta attraverso un questionario on line compilato nelle scuole, ha chiesto ai ragazzi di confrontarsi con 24 situazioni problematiche legate alla loro vita quotidiana e di prendere una posizione tra due scelte alternative: una posizione di disagio ed una di responsabilità, cioè affrontare con sicurezza e maturità i problemi. I risultati emersi dalla ricerca rivelano che il disagio esiste, ma è un fenomeno contenuto che riguarda il 16% dei soggetti indagati. Ritengo che questo libro vada letto perché fa capire come spesso siano i genitori e la società stessa degli adulti a non responsabilizzare gli adolescenti giustificandoli e fornendo loro delle scuse. Per esempio, le cause degli insuccessi scolastici al giorno doggi non vengono più ricercate nello studente, come un tempo, ma quasi interamente negli insegnanti e nellorganizzazione scolastica. Educare significa tirare fuori il meglio del ragazzo, responsabilizzandolo e portandolo a comportarsi in maniera più matura, assolvendo i propri compiti di sviluppo. Vittoria Brunelli

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