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La difficoltà di classificare Lippmann come conservatore o come liberale è sintomatica della sua indipendenza e del suo rigetto di ogni utopismo. La sua filosofia politica può essere comunque seguita lungo un percorso coerente e lineare a partire dalle aurorali premesse di A preface to politics che, come dice lo stesso autore, vuole avere il significato di un inizio, di una prefazione al pensare, non di una conclusione né di un programma politico. Espressione della rivolta contro il `formalismo' che caratterizzò la cultura americana degl'inizi del secolo XX, A preface to politics, fu la prima messa a punto del metodo d'indagine che Lippmann avrebbe seguito nel tentativo di stabilire una base filosofica per la `scienza politica' e per la politica stessa: in esso sono presenti in nuce i temi, come quelli dell'informazione e della manipolazione del pubblico e degli strereotipi nell'opinione pubblica, che egli svilupperà in Public opinion, o dell'etica pubblica, al centro di A preface to morals, o della democrazia e della buona società, al centro di The Good Society e Essays in the Public Philosophy. Il punto di vista di Lippmann, antideterministico e antimeccanicistico, fondato sul volontarismo e sull'azione dell'uomo `inventore', pone l'esperienza piuttosto che i principi astratti a base dell'analisi e dell'azione politica e postula la rimozione degli idoli ideologici, religiosi, morali, come premessa per capire - con gli strumenti della psicologia - i bisogni degli uomini e farne maturare la vita civile. Walter Lippmann (New York, 1889-1974) giornalista e filosofo, si formò con George Santayana, William James e Graham Wallas. Nel 1913, Lippmann, Herbert Croly e Walter Weyl fondarono la rivista The New Republic; nel 1917,consigliere del Presidente Wilson, contribuí alla definizione dei Quattordici punti. Dal I 1931 al 1963, con la rubrica Today and Tomorrow dell'Herald Tribune di New York, egli fu uno dei più acuti analisti della politica americana. Tra le sue opere: A Preface to Politics (1913); Public Opinion (1922; trad. it. 1946); The Phantom Public (1925); A preface to morals (1929; trad. it. 2012);U.S. Foreign Policy (1937; trad. it., 1946); The Good Society (1937; trad. it., 1945); U.S. War Aims (1944, trad. it. 1946); Essays in the Public Philosophy (1955; trad. it., 1957).

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