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Vita spericolata di Albert Spaggiari
Vita spericolata di Albert Spaggiari

Vita spericolata di Albert Spaggiari

Giorgio Ballario
pubblicato da Idrovolante

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Luglio 1976: una banda di scassinatori penetra nel caveau della principale banca di Nizza, forza le cassette di sicurezza e porta via denaro, oro e gioielli per un valore attuale di 30 milioni di euro. I ladri sono passati per le fogne cittadine e lavorando per più di un mese hanno scavato un cunicolo di otto metri. Sul muro, in segno di scherno, scrivono una frase che rimarrà famosa: "Senza odio, senza violenza, senza armi". E la firma di Albert Spaggiari, il "cervello" della gang delle fogne che in Francia diverrà ineguagliabile esempio di ladro gentiluomo, avventuriero e "primula rossa" in sfida perenne con la giustizia. Paracadutista volontario in Indocina poi militante dell'OAS, Spaggiari verrà arrestato, riuscirà ad evadere in modo rocambolesco e rimarrà latitante per dodici anni fra Italia, Spagna e Sudamerica. E morto, libero, in Italia nel 1989, a fianco di Emilia, la donna che l'ha amato e accompagnato durante la lunga fuga.

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Vita spericolata di Albert Spaggiari claudio.bonante

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voto 5 su 5 Che cosè leffrazione di una banca di fronte alla fondazione di una banca? Con questa citazione di Bertolt Brecht Giorgio Ballario, conosciuto tra gli amanti della storia per le avventure del Maggiore Aldo Morosini nellAfrica Orientale Italiana degli anni `30, finalista già nel 2010 per il Premio Acqui Storia, inizia il suo romanzo dedicato alla vita di Albert Spaggiari, lideatore del colpo alla filiale della Sociètè Gènerale di Nizza che, nel 1976, frutto a lui e alla sua banda un bottino pari a 30 milioni di Euro attuali. Spaggiari, personaggio famosissimo in Francia (dove gli sono stati dedicati centinaia di articoli di giornale, decine di libri, molti programmi televisivi, due film e dove fu addirittura proposto di intitolargli il nuovo stadio di Nizza), come autore del colpo del secolo, è invece praticamente sconosciuto in Italia. Ballario, finalista del Premio Acqui Storia 2016 per la sezione Romanzo Storico, si conferma ancora una volta autore a tutto tondo: nella lingua, nellintreccio narrativo, nella descrizione di luoghi e tipi umani. La descrizione del periodo storico, con annessi intrecci tra politica, società, eversione e malaffare è magistrale. Il lettore si sente pienamente partecipe degli eventi e la lettura è scorrevole e mai noiosa. Lavventurosa vita di Albert Spaggiari viene descritta con ritmo incalzante: la sua infanzia, il suo servizio come paracadutista volontario durante la guerra in Indocina, la sua militanza nell'Organisation de l'Armée Secrète (OAS) (un'organizzazione paramilitare clandestina francese, creata nel 1961, che operò fino all'anno successivo in Algeria e nella Francia metropolitana, e che raggruppava i fautori del mantenimento della presenza coloniale francese in Algeria) la preparazione e lesecuzione del colpo alla Sociètè Gènerale di Nizza, portato a termine con successo senza odio, senza violenza e senza armi, riuscendo a penetrare nel caveau della banca attraverso le fogne di Nizza, la rocambolesca evasione dal Palazzo di Giustizia della capitale della Costa Azzurra e la lunga latitanza fra Europa e Sudamerica, fino al finale beffa per la giustizia francese, con la sua salma che riesce a essere portata in Francia. Spaggiari infatti muore da uomo libero in Italia nel 1989, a fianco di Emilia, la donna che lha amato e accompagnato durante la lunga fuga. Una vita che è essa stessa un romanzo. Non mancano i riferimenti allItalia. Spaggiari, che ha simpatie politiche per lestrema destra, viene subito accusato di aver dirottato il bottino (che non verrà mai recuperato) ai militanti dellestrema destra italiana ed europea. Ballario fotografa in modo impeccabile quegli anni nel nostro Paese: Erano i tempi in cui le Brigate rosse erano solo sedicenti; i militanti missini uccisi a Padova il 17 giugno del 1974 non erano vittime del terrorismo comunista (negli anni Novanta saranno condannati i brigatisti Susanna Ronconi e Roberto Ognibene), ma di una faida interna; così come nel 1973 i fratelli Stefano e Virgilio Mattei, bruciati vivi nel rogo di Primavalle, non erano morti a causa di un attentato di Potere operaio, ma per una presunta vendetta tra fascisti. Erano i tempi in cui se una squadraccia di Avanguardia operaia sprangava a morte un ragazzo di diciassette anni, Sergio Ramelli, lopinione più diffusa era che in qualche modo se lè andata a cercare, e magari in Consiglio comunale a Milano cera anche chi applaudiva alla notizia Completano il volume una bella prefazione di Stenio Solinas e una ricca appendice fotografica.

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