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Jujutsu Kaisen: il battle shonen classico diventa moderno


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Certi successi lasciano di stucco anche il lettore più navigato, altri invece non sono che delle logiche conseguenze. Questo è il caso di Jujutsu Kaisen, manga di Gege Akutami e pubblicato in Italia da Planet Manga; un manga intelligente, moderno e che prende il meglio dai suoi predecessori. Semplicemente una delle opere di maggior successo degli ultimi anni e che ad oggi è la più venduta nel 2021 in Giappone.

 

Jujutsu Kaisen

In Giappone circa 10.000 persone all’anno scompaiono nel nulla e la maggior parte a causa delle Maledizioni, ovvero sentimenti negativi, ossessioni, che prendono vita e distruggono tutto ciò che toccano. Yūji Itadori è un ragazzo che a suo malgrado avrà la vita stravolta dopo esser diventato il recipiente di Ryōmen Sukuna, il demone più forte della storia che ora dimora nel suo corpo. Yūji dovrà cercare di sopravvivere a se e a coloro che vogliono ucciderlo per porre fine alla minaccia di Sukuna. Un battle shōnen dalle tinte dark dal successo planetario con vendite da capogiro anche grazie ad un favoloso anime disponibile su Crunchyroll. Troverete tutto ciò che amate dei classici manga battle shōnen e molto di più, perché Jujutsu Kaisen è un manga pieno di soprese che ha una sua identità ben definita grazie a personaggi unici e moderni.

Gege Akutami, Jujutsu Kaisen
15 volumi in patria (in corso) – 8 volumi in Italia (Panini Comics)
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Osamu TezukaCosa rende unico questo manga? Strano da dirsi ma per comprenderlo le prime cose da citare sono quegli elementi che… non lo rendono per nulla unico! Jujutsu Kaisen, come detto precedentemente, prende a piene mani dai battle shonen più famosi degli ultimi anni: i riferimenti a Naruto soprattutto per quanto riguarda alcuni personaggi sono palesi, la presenza di una “tamarraggine” che ricordi Bleach è conclamata così come il fatto che l’autore ha studiato tantissimo Hunter x Hunter (Bleach e Hunter x Hunter sono i manga preferiti dell’autore). Quindi tutto qui? Jujutsu Kaisen è per caso un battle shonen che ha preso ispirazioni da illustri colleghi e non offre nulla di meglio? Niente di più errato, anzi.

Quel che rende speciale Jujutsu Kaisen è proprio l’essere riuscito a trovare una sua identità netta e precisa partendo da una base solida. La trama non nasconde sorprese: Yūji Itadori per errore mangia un dito mummificato appartenente a Sukuna, la più grande divinità demoniaca, e da quel momento è costretto a convivere con lui; aiutato da diversi stregoni farà di tutto per porre fine alla minaccia che vive dentro di se, oltre che essere impegnato costantemente a uccidere le varie Maledizioni che infestano il Giappone. Andando oltre una prima lettura superficiale si nota quanto questa opera, sia a livello stilistico che narrativo, spicchi per il suo stile pop e accattivante perfetto per il pubblico di oggi, che vuole andare oltre il semplice confronto “bene contro il male” e vuole personaggi capaci di parlare direttamente con loro e come loro, sia che dicano idiozie o qualcosa di ben più importante.

Osamu TezukaTanto l’alta dose di ironia quanto la crudeltà di determinati avvenimenti ci portano a non dare mai per scontato nulla, non è un’opera che, nonostante quello che si potrebbe essere portati a pensare, è capace di essere scontata. Il trio di protagonisti Yūji, Megumi e Nobara, rappresentano prima di tutto il top della scrittura che si può pretendere da uno shonen moderno, per quanto possano rispettare tutti i canoni narrativi che il lettore medio cerca (un animo forte e positivo ma anche tanta leggerezza) grazie a loro ci sentiamo proiettati nella Tokyo di oggi, non abbiamo mai l’impressione di trovare delle macchiette, loro sono tridimensionali e nelle loro sfaccettature sono simili a noi.

Nobara, ad esempio, è probabilmente il personaggio che meglio di tutti ci aiuta a comprendere l’animo dell’autore, capace di leggere in maniera corretta i nostri tempi. Lei è una ragazza fortissima ma che non permette che nessuno la possa definire, così come lei stessa sottolinea in un ormai celebre monologo. Parole che arrivano al cuore di ogni persona che non vuole accettare le aspettative e i limiti imposti da altri solo per via del proprio genere: lei è esattamente il personaggio femminile di cui abbiamo bisogno. Ma non solo lei, anche Maki è una donna fantastica sotto ogni punto di vista, entrambe si rivelano essere veri e propri esempi da seguire, per una serie che riesce stare al passo coi tempi grazie a dei personaggi più attuali che mai, infatti si potrebbe citare ancora Nanami con la sua visione disincantata della società e così via.

Osamu TezukaNon si può che citare il sensei Gojō, forse il personaggio più celebre: bello da morire, di una forza inquantificabile e così divertente da spiazzarci di continuo. La natura pressocché divina di Gojō ci aiuta a comprendere il limite labile tra le “Maledizioni” e gli umani; le Maledizioni nascono come conseguenza di un’ossessione umana, di sentimenti negativi che convergono per qualsiasi motivo in un preciso punto o elemento, prendono vita e continuano la loro esistenza perseguendo un determinato ideale. Gojō li guarda dall’alto in basso, più simile a una divinità arrogante che sbeffeggia con disprezzo una nullità destinata a perire, distanziandoci così dal classico scontro tra bene e male, nella quale dovrebbe essere la controparte positiva quella a subire i dileggiamenti di rito per poi soffrire fino a rialzarsi. Dietro a questi atteggiamenti del sensei ritroviamo l’essenza della vanagloria umana, mentre la disperazione dei cattivi si riflette più facilmente nel lettore; la Maledizione Jōgo si batte perché ritiene che le Maledizioni siano la “nuova umanità” e che sia tempo che loro popolino la terra uccidendo tutti gli altri… è ovvio che il suo ideale sia orrido, ma quanto è umana la volontà di sfidare Dio?

Tutto diventa ancora più facile da comprendere quando parliamo di Mahito. Il suo aspetto ricorda ben di più quello di un umano, proprio perché è nato dall’odio e dalla paura che gli umani nutrano per i propri simili. Non ha nessun ideale particolarmente complesso, il suo obiettivo è quello di sterminare la razza umana solo perché il suo istinto glielo dice, solo perché il pensiero lo diverte. Vero, può sembrare più distante da quel che intendiamo noi per esseri umani ma forse è solo la filastrocca pregna di retorica che amiamo raccontarci, la nostra storia ci mostra un altro racconto. Mahito è nato dalla "purezza" dell’odio, di sentimenti che possiamo anche definire disgustosi ma che sono veri, reali e soprattutto tangibili. Proprio come se ti toccassero l’anima per poi modificarla.

Sono, quindi, i sentimenti umani i veri nemici: Yūji dovrà lottare continuamente contro la paura, contro la rabbia, contro l’amore, contro la cieca obbedienza. Jujutsu Kaisen, a mio avviso, non è altro che una storia che vede contrapposte Maledizioni estremamente umane e Umani estremamente maledetti, e non credo che vi sia in realtà alcuna differenza tra loro. Il tratto di Akutami, spesso sporco ma mai fastidioso, trasmette l’animo pesante della nostra realtà ma basteranno poche battute dei personaggi per comprendere che questo mondo è tutto sommato vivibile.

Akutami vuole divertire e intrattenere, riuscendoci alla perfezione, ma è essenziale che il lavoro dell’autore venga apprezzato anche per il modo in cui riesce a porre i riflettori sulle imperfezioni dell’essere umano. Ci sarebbe tantissimo da dire sulle influenze culturali che rendono ancora più pregno questo messaggio, come l’importanza data agli “Uteri Maledetti del Dipinto della Morte” di provenienza buddhista, e anche tutto ciò che c’è attorno alla figura degli yōkai, gli antichi spettri giapponesi.

Jujutsu Kaisen narra, in definitiva, le gesta di persone che cercano di non essere sole; Nobara con le sue sedie da riempire, Megumi che cerca qualcuno che lo stringa forte mentre attende il ritorno di chi ama, Itadori che sacrifica il suo cuore e la sua anima per il sorriso di chi ha accanto. Questo manga riesce a parlare al lettore in maniera chiara e concisa, non ti dice bugie, non ti illude ma ti comprende, ogni ragazzo o ragazza può trovare qualcosa di se dentro questo manga, che magari non ha inventato nulla ma che comunque è riuscito a donare a molti lettori esattamente quel che cercavano: non solo eroi o semplice retorica, ma persone reali che sappiano essere idiote, soffrire e mostrarci il peso, anzi, la maledizione di essere umani.

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Giuseppe Alex Casano

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